Il tema previdenziale è sempre al centro dell'attenzione mediatica e le ultime notizie di oggi 28 novembre rivelano come, mentre alla Camera si sta discutendo sugli emendamenti da apporre alla legge di stabilità sulle misure di riforma delle pensioni, l'art. 13 del decreto legge n. 185 del 2015 prevederebbe l'utilizzazione dei risparmi del Fondo Esodati per le misure urgenti di sicurezza in vista del cosiddetto Piano del Giubileo 2015. La Rete degli Esodati non ci sta e con un lungo comunicato parla di 'manovra vigliacca' da parte del governo Renzi, che da un lato sembra sostenere che non vi sia la copertura finanziaria per tutti i quasi 50mila esodati rimasti esclusi dalle salvaguardia, e dall'altro utilizza i fondi per finanziare altre manovre.

Sembra, infatti, che la cifra che verrà 'distratta' sarà utilizzata in vista anche della copertura economica di altre misure di previdenza e stato sociale. Insomma, gli esodati sono sul piede di guerra e annunciano la loro manifestazione del 3 dicembre.

Polemiche esodati: ultime notizie riforma pensioni

La Rete degli Esodati ha quantificato nell'ordine di 1 miliardo di euro lo 'scippo' fatto alla propria categoria dalle misure del governo Renzi. Mentre si discute animatamente di riforma delle pensioni e di ammortizzatori sociali, l'esecutivo avrebbe approvato sottobanco un articolo che lede profondamente il diritto acquisito dagli esodati, grazie ai risparmi sulle precedenti procedure di salvaguardia.

Si tratta di 500 milioni di euro che verranno utilizzati, a partire dal decreto 185/2015, per le procedure di sicurezza al Giubileo e per alcuni ammortizzatori sociali in deroga; a questa cifra vanno aggiunti i 400 milioni di euro già 'distratti' per finanziare le misure di riforma delle Pensioni contenute nella legge di stabilità: dalla proroga dell'opzione donna (che, invece, avrebbe i propri risparmi come accertato dalla legge n.

243/04, ma che il Ministero delle Finanze non ha mai 'riconosciuto') alla estensione della cosiddetta no tax area per i pensionati a partire dal 2017.

La debolezza del Parlamento

L'attacco della Rete degli Esodati è piuttosto netto: queste due misure sottrarrebbero circa 1 miliardo di euro dei 3,6 che sono stati risparmiati dalle precedenti salvaguardie; la conseguenza sarebbe chiara: se si procede in questa direzione, non sarà possibile approvare un emendamento che sancisca la salvaguardia per tutti i circa 50mila esodati che dal 2011 sono rimasti senza alcuna forma di sostegno al reddito.

Insomma, la misura di riforma delle pensioni prevista con la settima salvaguardia non può che sostenere soltanto 26mila profili perché il resto dei fondi viene utilizzato per altro: ancora una volta, si pescherebbe dalle fasce più deboli della popolazione e da una categoria tra le più penalizzate della storia recente e ancora una volta è in pericolo l'equilibrio democratico tra le istituzioni: l'attacco è anche al Parlamento considerato debole, passivo e costantemente 'distratto'.

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L'unica soluzione al momento possibile per gli esodati è quella di scendere in piazza: l'appuntamento è per giovedì 3 dicembre dinanzi a Montecitorio. Per aggiornamenti e approfondimenti, cliccate su 'Segui' in alto sopra l'articolo.

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