Il rischio dell'Italia è di diventare un paese più povero, questo l'allarme lanciato da Susanna Camusso: la flessibilità in uscita e la staffetta generazionale sono le uniche ricette per una riforma delle pensioni nel 2016che voglia mettere al centro dell'attenzione gli italiani e il loro futuro. Importante anche l'apertura nei confronti dei lavoratori precoci: la Quota 41 deve essere messa in campo quanto prima per sanare una delle vertenze più socialmente inique della legge Fornero. I sindacati si sono incontrati in tre manifestazioni a Milano, Bari e Firenze e il messaggio è chiaro: la previdenza va riformata per un semplice motivo, non tutti i lavori e i lavoratori sono uguali ed è necessario intervenire per una maggiore giustizia sociale.

Se il governo Renzi non dovesse aprire un tavolo di confronto con le forze sindacali, allora non si potrebbe fare altro che scendere nuovamente in piazza.

Il dovere morale

Ad intervenire sulla questione della riforma pensioni 2016è anche Annamaria Furlan della Cisl che ha ribadito come la cancellazione della legge Fornero rappresenti un dovere morale per il governo Renzi e che è necessario cambiare la legge previdenziale peggiore dell'intera area europea. L'attacco riguarda soprattutto il fatto che il governo Renzi si sia sottratto da ogni confronto e non abbia avuto il coraggio di presentare una propria proposta di riforma del sistema pensionistico.

Dal canto suo, anche Barbagallo della Uil si è detto deluso dall'operato dell'esecutivo e che, se è necessario, saranno proprio i sindacati a portare il carbone affinché si metta in moto la macchina della riforma previdenziale. La richiesta unitaria della piattaforma messa in campo dai sindacati è quella di una flessibilità in uscita che permetta di andare via dal lavoro con requisiti di anzianità più bassi con due conseguenze: una maggiore giustizia sociale nei confronti dei lavoratori anziani e una maggiore giustizia sociale nei confronti dei giovani che, in questo modo, vengono tenuti ancora fuori dal mondo del lavoro.

Cesare Damiano e le novità riforma pensioni al 18/12

Anche Cesare Damiano riconosce che la vera battaglia nel 2016 sarà sulla riforma delle pensioni per l'inserimento di un meccanismo di flessibilità in uscita. Il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera rilancia per l'ennesima volta la sua soluzione: la Quota 97 (62 anni e 35 di contributi con l'8% massimo di penalizzazione) per tutti i lavoratori e la cosiddetta Quota 41 per i lavoratori precoci.

Cesare Damiano, comunque, rivendica l'alto valore della battaglia compiuta in Commissione per migliorare alcuni elementi presenti nella legge di stabilità 2016: in primo luogo, il contatore per l'opzione donna che, a suo dire, aprirà la possibilità di una proroga del regime sperimentale; in secondo luogo, l'allargamento della platea della settima salvaguardia per gli esodati per i 5mila lavoratori che hanno usufruito della legge 104; infine, la sospensione della penalizzazione per i lavoratori precoci andati in pensione prima del 2015. Cesare Damiano, però, risulta essere piuttosto prudente nei confronti dei sindacati: ritiene, infatti, che le loro proposte, con le dovute differenze, possono muoversi grossomodo nella medesima direzione di quelle invocate da lui stesso.

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