Proseguono i confronti e i dibattiti su come mettere in campo una riforma delle pensioni per il 2016: ad intervenire è stato, ad esempio, Cesare Damiano che ha lanciato un messaggio a Renzi affinché sia consequenziale quando porta i propri attacchi all'Europa. Nel frattempo, si riaccende – perlomeno mediaticamente – la questione degli esodati: la settima salvaguardia contenuta nella legge di stabilità 2016, di fatto, non ha risolto la situazione preesistente e quella che si viene continuamente a ricreare.

Contemporaneamente, giungono anche novità per quanto riguarda la situazione specifica dei 'lavoratori precoci': l'ultimo intervento è stato di Tito Boeri, il quale sembra proporre per la risoluzione di questa particolare vertenza quella di una Quota 43 per gli uomini e di una Quota 42 per le donne.

Damiano, Renzi, l'Europa e le novità sulla riforma pensioni 2016

L'ultimo intervento di Cesare Damiano cerca di leggere le connessioni tra le dichiarazioni di Renzi sull'Europa e la necessità di una riforma delle Pensioni per il 2016.

Se il Presidente della Commissione Lavoro si trova d'accordo con il premier per quanto riguarda il ripensamento della stessa politica economica Europea, lo stesso non può dirsi per quanto riguarda i provvedimenti specifici che l'esecutivo sta mettendo in campo soprattutto per quanto riguarda la previdenza. Matteo Renzi, infatti, ha dichiarato che vorrebbe un'Europa che sia più sociale e meno legata alle politiche di austerity; Cesare Damiano, invece, ha rilevato una contraddizione in termini nelle parole del premier: se è vero che non bisogna seguire i dettami dell'austerità che provengono da Bruxelles, perché sulla questione di una riforma delle pensioni 'più sociale', Matteo Renzi ripete il solito adagio 'non si può fare perché l'Europa ce lo impedisce'?

In conclusione, Cesare Damiano chiede al premier di valutare la sua proposta di uscita a 62 anni con 35 di contributi e penalizzazione massima dell'8%: così, si permetterebbe a chi è anziano di godersi il meritato riposo e a chi è giovane di poter sperare in un posto di lavoro.

Esodati, precoci e ultime novità riforma pensioni 2016

Mentre la politica è alle prese con le discussioni in vista di una più strutturale e comprensiva riforma delle pensioni da mettere in campo per il 2016, gli esodati e i lavoratori precoci, due delle categorie più penalizzate dalla legge Fornero, tornano a farsi sentire.

Per quanto riguarda gli esodati, sia il mondo politico che quello sindacale si dice poco contento della settima salvaguardia: ad essere rimasti esclusi sono circa 24mila lavoratori; in questo senso, proseguono gli incontri politici, come quello organizzato a Genova tra gli onorevoli Olivieri e Giacobbe e i rappresentanti degli esodati liguri, per cercare di rinnovare la battaglia anche a livello parlamentare. Per quanto riguarda i lavoratori precoci, si è espresso ultimamente Tito Boeri, il quale, pur non avendo previsto una forma specifica di tutela nel suo Piano, ha lanciato una sua proposta 'definitiva': congelare l'aggiornamento all'aspettativa di vita per l'accesso alle pensioni anticipate a 43 anni per gli uomini e 42 anni per le donne.

La proposta è considerata irricevibile da parte degli interessati e dei sindacati che rilanciano ancora una volta la loro proposta di una Quota 41 in accordo con quanto sostenuto anche da Cesare Damiano, nella sua proposta di legge riguardante i pensionamenti flessibili. Per ricevere aggiornamenti su precoci, esodati e in generale la politica previdenziale, cliccate su 'Segui' in alto sopra l'articolo.

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