In quest'ultimo periodo Elsa Fornero è un fiume in piena ed è oramai un ospite fisso nei dibattiti che riguardano la riforma delle pensioni per il 2016. L'ex ministro, la cui legge attuale porta il nome, dopo aver dichiarato la sua 'vicinanza' a Tito Boeri e sottolineato che a lei non era possibile intervenire diversamente (la sua missione è stata quella di salvare le casse dello Stato), ha rilasciato nuove dichiarazioni in cui ha attaccato frontalmente Cesare Damiano. Nel frattempo, quest'ultimo è intervenuto per sottolineare (ancora una volta) la necessità per il PD di avviare un percorso di riforma della previdenza altrimenti si tratterebbe di perdere definitivamente il proprio profilo di sinistra.

A concludere le discussioni sul merito sono i sindacati, i grandi avversari di Matteo Renzi sin dal suo insediamento: per Barbagallo della Uil e Lamonica della Cgil occorre intervenire quanto prima.

Elsa Fornero, Cesare Damiano e le novità sulla riforma pensioni 2016

L'ex ministro Elsa Fornero ha deciso di intervenire nuovamente sul nodo della riforma delle Pensioni 2016 (quella che dovrebbe mandare in soffitta la 'sua' di riforma) e ha deciso di attaccare Cesare Damiano: la motivazione sono le dichiarazioni di quest'ultimo, secondo il quale una riforma è necessaria in maniera tale da mandare in pensione un certo numero di persone e aumentare l'occupazione (il tema del turnover generazionale).

La Fornero ha, invece, difeso lo spirito della sua riforma, sostenendo che il problema delle pensioni e dell'occupazione giovanile sono connesse nella misura in cui i più anziani devono poter continuare a lavorare mentre i giovani devono poter trovare lavoro; per l'ex ministro, insomma, si tratterebbe di una retorica capziosa e che dovrebbe essere decisamente abbandonata per poter affrontare serenamente il discorso sulla previdenza.

Cesare Damiano, comunque, pungolato dalla sinistra del partito, ha deciso di rilasciare delle dichiarazioni piuttosto nette che riguardano il futuro stesso del PD: qualora non si intervenga con una riforma delle pensioni (e, nel merito del suo discorso, si riferiva alla questione delle ricongiunzioni onerose) il PD rischierebbe di perdere il suo profilo di partito di sinistra.

Lamonica, i precoci e le ultime novità sulla riforma pensioni 2016

In un'intervista Vera Lamonica, segretario CGIL, ha ribadito con forza quali sono le contraddizioni nel rapporto governo-sindacati. Il segretario federale sottolinea come, dallo scorso 17 dicembre, quando è stata messa in campo la piattaforma unitaria da parte dei sindacati confederali, non vi sia stata alcuna 'evoluzione' nei rapporti: il governo prosegue nella sua strada – quella di non affrontare la questione, ma di rimandarla costantemente – mentre i sindacati si trovano costretti a sfoderare la 'minaccia' della mobilitazione.

Sui temi concreti, riguardanti gli interventi di riforma delle pensioni per il 2016, Lamonica ha le idee chiare: per i lavoratori 'precoci' si tratta di mettere in campo la Quota 41 senza se e senza ma; sul versante degli esodati, occorre istituire la flessibilità in uscita, altrimenti rischia di essere un problema 'eterno'; infine, sul nodo della spesa pubblica, il segretario federale sottolinea come si tratti di un falso problema, i soldi da spendere ci sono e vengono costantemente indirizzati in tutte le direzioni: a doversi tagliare sono sempre le tutele dei lavoratori e la previdenza per i pensionati e pensionandi.

Per aggiornamenti sulla materia, cliccate su 'Segui' in alto sopra l'articolo.

Segui la pagina Pensioni
Segui
Segui la pagina Matteo Renzi
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!