Le novità sulle pensioniaggiornate ad oggi 25 gennaio hanno per protagonisti Cesare Damiano, i lavoratori precoci, il governo Renzi e l'Unione Europea. Nelle ultime ore si sono registrate nuove dichiarazioni del presidente della commissione Lavoro in merito alla visione di Matteo Renzi sull'Unione Europea, con l'ex ministro del Lavoro che è tornato a chiedere al governo un intervento sulla flessibilità delle Pensioni con la correzione dell'attuale sistema previdenziale. Parole che faranno piacere anche ai lavoratori precoci, che da tempo invocano quota 41.

Ultime novità pensioni, Cesare Damiano sempre in prima linea

Le ultime notizie sulle pensioni ci parlano di un Cesare Damiano ancora in prima linea sul tema della riforma pensioni. La settimana scorsa il numero uno della commissione Lavoro alla Camera aveva preso spunto dal duello verbale tra Junker, commissario dell'Unione Europea, e il nostro primo ministro italiano per chiedere a quest'ultimo la stessa combattività anche per un'altra flessibilità, quella appunto delle pensioni. Sul sito ufficiale, cesaredamiano.org, vengono riportate le ultimissime dichiarazioni di Damiano in merito alla delicata questione.

Anche stavolta il parlamentare Pd si complimenta con il governo Renzi per la visione dell'Europa, affermando che è sia condivisibile sia di sinistra, sottolineando come non sempre i leader europei parlino di una Unione Europea più sociale e meno legata alle politiche di austerity degli ultimi anni, che hanno avuto conseguenze disastrose in alcuni Paesi, incluso anche il nostro. Damiano chiede a Renzi in maniera esplicita di dare seguito a queste affermazioni anche quando la discussione verte sulle correzioni da apportare alla legge Fornero, l'ormai famoso dibattito sull'introduzione della pensione anticipata.

L'esponente dem ribadisce che per l'Italia il 2016 deve essere l'anno della flessibilità, ricordando un'altra volta la sua proposta contenuta all'interno del ddl 857, disegno di legge che figura tra quelli che la scorsa settimana ha preso in esame il Comitato Ristretto (a riguardo ne sapremo di più nei prossimi giorni, dal momento che il sito della Camera mette in calendario nuovi lavori del Comitato Ristretto della commissione Lavoro presieduta dallo stesso Damiano).

Ricapitolando, pensione anticipata a partire dai 62 anni e 7 mesi, con 35 anni di contributi già versati, e una penalizzazione massima sull'assegno previdenziale dell'8 percento.

Lavoratori precoci in attesa di azioni concrete

Le nuove dichiarazioni di Cesare Damiano non possono che riaccendere i riflettori sul tema delle pensioni dei lavoratori precoci, da mesi al centro del dibattito inerente il sistema previdenziale italiano. Damiano è il 'padre' fondatore della quota 41, una proposta che consentirebbe, se approvata, ai precoci di andare in pensione senza penalizzazione una volta maturati 41 anni di contributi, indipendentemente - e questo è un dettaglio fondamentale - dall'età raggiunta.

Con tale provvedimento i precoci non sarebbero costretti dunque ad aspettare il compimento dei 62 anni di età, e andrebbero un anno e 10 mesi prima rispetto al limite attuale imposto dalla legge Fornero, che consente di andare in pensione indipendentemente dall'età anagrafica dopo 42 anni e 10 mesi di lavoro. Vedremo se le parole del presidente della commissione Lavoro serviranno ad accelerare la riforma oppure si proseguirà nell'immobilismo degli ultimi anni.

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