Si riaccende la dialettica politica sulla flessibilità e sul ruolo del nostro Paese nello scenario europeo, un tema che inevitabilmente è destinato ad avere grande peso ed influenza anche sul prossimo futuro del comparto previdenziale. I lavoratori chiedono infatti ormai da anni che si arrivi ad un cambiamento di paradigma rispetto ai criteri di uscita dal lavoro decisi nel 2011 con la legge Fornero ed al successivo irrigidimento nei requisiti di accesso all'Inps. Purtroppo fino ad oggi i tentativi messi in atto per riformare il sistema si sono scontrati contro la necessità del contenimento dei conti derivanti dalle direttive europee sul bilancio.

"La visione che Renzi ha dell'Europa è condivisibile e di sinistra" spiega a tal proposito l'On. Cesare Damiano, evidenziando come "non si sente tutti i giorni dai leader degli altri Paesi che serve una Ue più sociale e meno legata all'austerity". Tenendo presente ciò, per l'esponente della minoranza Dem "sarebbe necessario dare seguito a queste affermazioni del Premier anche quando noi proponiamo di correggere il sistema previdenziale".

Pensioni flessibili: il 2016 sia l'anno del cambiamento

A tal proposito il Presidente della Commissione lavoro chiede che quest'anno rappresenti il punto di svola rispetto alle politiche previdenziali dell'ultimo periodo.

"Se Renzi vuole essere contraddittorio non deve più accettare la logica del non si può fare perché l'Europa non vuole": tanto che l'On. Damiano lo invita all'azione: "ci si deve ribellare. Per noi il 2016 deve essere l'anno della flessibilità". Un obiettivo che può essere raggiunto dando seguito alle proposte già presentate dalla Commissione all'esecutivo ed al Parlamento in più occasioni, a partire dalla cosiddetta quota 97, che permetterebbe ai lavoratori in età avanzata di ottenere il pensionamento anticipato dai 62 anni di età (più 35 anni di versamenti ed una penalità di circa il 2% per ogni anno mancante rispetto agli attuali requisiti di legge).

Un meccanismo di flessibilità che potrebbe andare contemporaneamente in favore dei più giovani, riaprendo al turn over generazionale.

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