L’uscita anticipata dal lavoro ed il conseguente pensionamento per alcune donne lavoratrici è stata inserita nella Legge di Stabilità entrata in vigore dal 1° gennaio. Si tratta del famoso provvedimento di opzione donna, che consente alle donne che raggiungono 35 anni di contributi e 57 anni e tre mesi di età di andare in pensione subito. La Legge di Stabilità ha tracciato la linea normativa ed adesso tocca all’Inps approntare la macchina operativa di ricezione ed approvazione delle domande. L’Istituto ha avviato le procedure e ne ha reso pubbliche le modalità, con un messaggio ufficiale.

Opzione donna, come funziona in sintesi

Abbiamo già sottolineato i requisiti necessari, sia quelli anagrafici che quelli contributivi. Sui primi, 57 anni e tre mesi, si è fatto un gran parlare, soprattutto per i mesi aggiuntivi relativi all’aumento dell’aspettativa di vita delle lavoratrici. Infatti, il provvedimento è limitato solo a coloro che hanno raggiunto i requisiti entro il 31 dicembre 2015. Questa limitazione, aggiunta ai tre mesi in più necessari, fanno si che tutte le lavoratrici che sono nate nell’ultimo trimestre del 1958 (o nel 1957 in caso di lavoratrici autonome) ed oltre, siano escluse dall’anticipo.

Come se non bastasse, la misura prevede anche una forte decurtazione di assegno per le beneficiarie, si parla del 30% di quanto avrebbero percepito se l’uscita dal lavoro avvenisse senza anticipo. Su quest’ultimo punto, sembra chela maggior parte delle interessate e di quelle a cui interesserebbe l’estensione anche ai prossimi anni, accetterebbero di buon grado il taglio pur di lasciare il lavoro.

Messaggio Inps n° 283/16 del 22 gennaio 2016

L’Inps, lo scorso 22 gennaio ha emanato un messaggio, il 283/16 che è pubblicato sul sito ufficiale dell’Istituto nella sezione dedicata alle comunicazioni. Il messaggio come dicevamo reca disposizioni in merito al provvedimento relativo ad opzione donna. Il messaggio di fatto sblocca quelle domande rimaste sospese in attesa che la sperimentazione del provvedimento fosse ratificata dal Governo.

Si tratta di tutte le richieste di pensionamento congelate alla fine del 2014 perché l’INPS considerò il termine del 31 dicembre come data di decorrenza della pensione e non come data utile al raggiungimento dei requisiti. La Legge di Stabilità che invece ha evidenziato come la data andasse considerata come limite per i requisiti, di fatto ne ha sbloccato le domande. Sempre in riferimento alla decorrenza delle prestazioni pensionistiche, resta confermato il meccanismo delle finestre mobili.

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In poche parole, una lavoratrice che il 30 dicembre ha compiuto 57 anni e tre mesi, riceverà la prima pensione a gennaio2017 per via del meccanismo che prevede la finestra utile alla pensione posticipata di 12 mesi per le lavoratrici dipendenti. Peggio per le autonome che hanno una finestra di 18 mesi. Nello stesso messaggio, l’INPS informa anche che successivamente sarà emanata una circolare che spiegherà meglio le procedure per permettere le nuove istanze da presentare.

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