Reddito minimo per i disoccupati con un'età superiore ai 55 anni, è questa la proposta avanzata tempo fa dalPresidente dell'istituto Nazionale di Previdenza Sociale Tito Boeri con lo scopo di garantire ai disoccupati in condizioni economiche di bisogno una sorta di protezione sociale. Si tratta di circa 500 euro mensili che potrebbero variare in base ai componenti del nucleo familiare. E non tarda ad arrivare l'intervento del Presidente della Camera Laura Boldrini secondo la quale, per sostenere il reddito minimo, occorrerebbe introdurre una nuova tassa: "Per sostenerla si potrebbe usare una tassa per le transazione o sulla carbon taxi", ha detto.

Damiano contrario al reddito minimo: non rende flessibile l'età pensionabile

Come anticipato tempo fa dallo stesso Boeri, il reddito minimo andrebbe corrisposto solo ai disoccupati rientranti nella fascia dei 55 anni visto che, nel corso degli anni, hanno registrato un incremento notevole dell'incidenza di povertà. Su tale proposta il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano si è dimostrato sin da subito contrariato, dal momento che si tratterebbe di uno strumento che non renderebbe flessibile l'età pensionabile. L'ipotesi del Presidente dell'Inps, presentata lo scorso giugno sui tavoli del Governo, dovrebbe essere discussa al fine di includerla negli interventi volti a modificare la Riforma Fornero.

Stando a quanto ipotizzato da Boeri, il reddito minimo sarebbe di circa 400 euro mensili per il 2016 e per il 2017 da corrispondere alle famiglie ove sia presente almeno un disoccupato con un'età pari o superiore ai 55 anni. Qualora nel nucleo familiare siano presenti altri soggetti, l'importo viene aumentato di altri 250 euro per ogni componente, mentre se si tratta di un minore con un'età inferiore ai 14 anni viene incrementato di altri 150 euro.

Circa 6,2 milioni all'anno per il reddito minimo

"Èproprio per la lunghissima durata della disoccupazione fra gli over 55 rispetto alle altre fasce di età, e dell'allontanamento dell'età della pensione di vecchiaia, che la povertà in questa fascia è aumentata così tanto durante la recessione", ha confermato il Presidente Tito Boeri.

Èquesto il principale motivo che lo ha spinto a proporre questa sorta di ammortizzatore sociale. Secondo lo stesso Boeri, infatti, risulta sempre più difficile trovare un'occupazione dopo aver raggiunto la soglia dei 55 anni di età. Da non dimenticare che l'ipotesi Boeri potrebbe costare circa 6,2 milioni di euro all'anno che, stando a quanto riportato su "L'espresso", sarebbe la metà di quanto sostenuto per finanziare il bonus di 80 euro del Governo Renzi.