Non saranno soltanto i lavoratori precoci a scendere in piazza a Bologna quest’oggi, 6 febbraio. Infatti, accanto a loro ci saranno anche i rappresentanti di altri tre gruppi che auspicano un intervento immediato del Governo per risolvere le rispettive situazioni: si tratta degli esodati, dei disoccupati e delle donne (appartenenti al gruppo Opzione Donna). L’urlo di battaglia dei lavoratori precoci, previsti in numero cospicuo, si può riassumere in una espressione: “Quota 41”.

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La richiesta dei lavoratori precoci, quindi, è quella infatti di far sì che il governo applichi un principio tanto semplice quanto giusto: la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contribuzione senza che vi siano alcune penalizzazioni.

Cosa chiedono le donne e gli esodati: la revisione delle ricongiunzioni onerose e l’ottava salvaguardia

'L’ unione fa la forza': è questo lo slogan che sottostà alla partecipazione alla manifestazione di quest’oggi anche per la categoria delle donne, degli esodati ed infine dei disoccupati.

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Il Comitato Opzione Donna scende in piazza per formulare una richiesta specifica che riguarda la questione delle ricongiunzioni onerose, incoerenza del sistema previdenziale italiano, chiedendo in particolare di poter conteggiare tutte le contribuzioni versate alla gestione separata Inps ai fini del raggiungimento del requisito dei 35 anni per poter accedere all’Opzione. Sul tema, comunque, è intervenuto di recente Cesare Damiano che ha a sua volta formulato una proposta alternativa alla questione ricongiunzioni: ”Anziché le ricongiunzioni, facciamo un’altra operazione: se, ad esempio, ho versato per 20 anni all’Inps, l’Ente deve liquidarmi la pensione di 20 anni e se ho versato per 15 anni all’Inpdap, esso mi deve liquidare la mia pensione di 15 anni.

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Non si si può considerare la pensione dell’Inpdap o dell’Inps come se fosse il riscatto della laurea”. Sul fronte esodati, invece, la questione è apertissima e richiede un intervento il primo possibile. Tuttavia per via dell’onerosità dell’intervento stesso e per ragioni tempistiche legate alla chiusura della settima salvaguardia, è slittata agli inizi di marzo qualsiasi azione volta a risolvere la questione esodati.

L’ottava salvaguardia interessa più di 20mila lavoratori senza tutele per il presente e per il futuro, ed è proprio un intervento tempestivo da parte del Governo a tal riguardo che viene richiesto dagli esodati che scendono in piazza quest’oggi a Bologna.

Piccoli interventi e riforma lenta

La riforma delle Pensioni appare dunque procedere molto lentamente e ad essa si accompagnano piccoli interventi di aggiustamento.

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La questione pensioni in sé è intricata e ad accentuare tale complessità, come si può notare, vi sono ulteriori urgenze, indirettamente connesse, da risolvere legate al mondo del lavoro. Le risposte del governo sino ad oggi, tenendo conto anche dei crescenti diktat e vincoli che impone l'UE, non sembrano efficaci. Nella legge di Stabilità per il 2016 sono stati introdotti diversi provvedimenti in tema di pensioni, sul fronte Opzione donna (la proroga introdotta di recente attraverso un notevole stanziamento di fondi) e su quello che interessa i lavoratori precoci, mentre in tema di esodati, dopo che il governo ha messo a disposizione un fondo per una spesa stimata di 11 miliardi, il PD analizza l’introduzione dell’ottava salvaguardia.

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Tutto è ancora da definire, ed a fronte delle problematiche crescenti le riforme introdotte appaiono lente. Ed è proprio questo il senso della manifestazione di oggi: premere affinchè il governo dia rapida una accelerata.

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