Il Ministero del Lavoro ha ufficializzato le nuove normative per quanto riguarda i nuovi sussidi di disoccupazione previsti dal Jobs Act, con l’idea fissa delle politiche del lavoro e della ricollocazione lavorativa dei disoccupati. Dal 1° gennaio 2016 al requisito soggettivo, cioè aver perso involontariamente il posto di lavoro, se ne aggiunge anche uno oggettivo, cioè l’adesione al patto di servizio. Sempre da quest’anno, nasce l’assegno di ricollocazione, anche questo nell’ottica di cercare di ricollocare i disoccupati nel mondo del lavoro.

Vediamo quindi le novità con cui devono fare i conti coloro che devono usufruire di questi ammortizzatori sociali nel 2016.

Patto di servizio

Come dicevamo, oggi non basta aver perso il posto di lavoro per percepire un sussidio per disoccupati. Infatti, bisognerà anche aderire ad un patto di lavoro, cioè dichiararsi immediatamente disponibili a partecipare a programmi di politiche attive in campo lavorativo ed a svolgere attività lavorative. In parole povere durante il periodo indennizzato dal sussidio il beneficiario, se chiamato a partecipare a dei corsi di formazione, programmi e attività lavorative in genere, sarà obbligato ad accettare.

Tutto questo fa parte della politica di inclusione lavorativa che è alla base del Jobs Act del Governo e trasforma gli ammortizzatori, da semplici sussidi, a incentivi per la ricollocazione lavorativa.

Questo nuovo requisito vale per la Naspi, ma anche per gli altri sussidi per disoccupati come la ASDI e la Dis-Coll. Per iscriversi al patto, sarà necessario sottoscrivere una dichiarazione presso il centro per l’Impiego della propria provincia di residenza entro 15 giorni da quando si è cominciato a prendere il sussidio.

In caso di mancata presentazione all’Ufficio di Collocamento, dovrebbe essere quest’ultimo a chiamare il disoccupato in sede per la sottoscrizione del patto. Si creerà quindi un elenco di persone in stato di bisogno perché senza lavoro, in modo tale che per loro si possano mettere in piedi tutte le politiche volte al loro ricollocamento.

Iscrizione al portale e assegno di ricollocazione

La nascita dell’ANPAL, l’Agenzia per le Politiche Attive, dovrebbe portare a regime tutte queste novità.

Sarà compito dell’Agenzia creare l’elenco a cui i disoccupati devono iscriversi per la verifica dello stato di disoccupato. Oggi, l’Agenzia non ha ancora approntato la macchina operativa per cui, ci si può iscrivere o tramite Ufficio di Collocamento, firmando la Did o tramite i sistemi telematici regionali. Per coloro che già percepiscono un sussidio di disoccupazione, non è necessario iscriversi perché l’Inps, erogando l’assegno, iscrive automaticamente il beneficiario negli elenchi.

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Per partecipare alle politiche attive, non è necessario essere in stato di disoccupazione, ma basta anche quello di inoccupazione. In questo caso, quindi, anche un soggetto che lavora come dipendente, con reddito inferiore ad 8.000 euro annui, risulta inoccupato. Stesso discorso per i lavoratori autonomi con redditi sotto i 4.800 euro. Altra novità importante è l’assegno di ricollocazione da 1.500 euro, che non è un sussidio vero e proprio ma è una somma messa a disposizione del Centro per l’Impiego che servirà per permettere al disoccupato di dotarsi di tutte le competenze, tecniche e professionali che ne agevolino il reinserimento lavorativo.

L’assegno di ricollocazione è concesso a tutti i percettori della Naspi, a condizione che la durata di quest’ultima superi i 4 mesi.

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