Settimana molto importante per quanto riguarda il sistema previdenziale: nei giorni scorsi, infatti, la Commissione Lavoro alla Camera ha iniziato l'esame delle proposte riguardanti i pensionamenti flessibili sui quali sembra essere d'accordo anche l'Associazione Bancaria Italiana. L'ABI, infatti, a margine dell'audizione in Commissione Lavoro alla Camera, si sarebbe concentrata sull' invecchiamento della forza lavoro negli ultimi dieci anni.

Stando alle ultime dichiarazioni del Presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano, si dovrebbe provvedere all'introduzione di una misura volta a rendere più flessibile l'uscita dal mondo del lavoro al fine di favorire l'ingresso delle nuove generazioni attraverso il cosiddetto turnover.

Nel corso delle audizioni in Commissione Lavoro, infatti, saranno discusse le normative inerenti alle disparità esistenti tra uomo e donna, oltre alle proposte riguardanti il tema previdenziale. Si tratta di 19 disegni di legge presentati dalle varie forze politiche in attesa di essere esaminate in sede di Comitato Ristretto.

Anticipo di 3 o 4 anni dell'età pensionabile

Come anticipata più volte dal deputato del Pd Cesare Damiano, è quello di arrivare ad una misura che possa dare la possibilità a migliaia di lavoratori di lasciare il lavoro anticipando di 3 o 4 anni l'uscita andando, però incontro a delle decurtazioni sull'assegno previdenziale.

Da non dimenticare che, la misura potrebbe rivelarsi utile per i lavoratori usuranti e precoci visto che, hanno iniziato a svolgere la propria attività lavorativa in giovane età.

Ecco cosa prevede il ddl 857

A tal proposito, va ricordata la proposta avanzata dall'ex ministro del Lavoro Damiano che finora resta la più appetibile. Si tratta del ddl n. 857 che prevede l'uscita a partire dai 62 anni di età anagrafica e 35 anni di versamenti contributivi con una penalizzazione massima dell'8%: la penalità decresce in base agli anni di posticipo dell'età pensionabile fino ad arrivare agli attuali 66 anni e 7 mesi di età anagrafica.

Bisogna attendere comunque il parere del Governo che, nei mesi scorsi aveva promesso di riaprire il tema della flessibilità in uscita a partire dal 2016 ma ancora non si è pronunciato in merito.

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