Mentre arrivano le prine lettere di certificazione in merito alle tutele previste con la 7ma salvaguardia parlamentare, i pensionandi rimasti finora esclusi continuano il pressing affinché si possa avviare un'8va e definitiva azione di welfare nei confronti di coloro che sono stati improvvisamente tagliati fuori dal diritto alla quiescenza nel 2011, con l'irrigidimento dei requisiti di quiescenza. Di fatto, fino ad oggi si è concretizzata la conferma dell'accesso in graduatoria per coloro che rientravano tra i requisiti inseriti all'interno della legge di stabilità 2016, ma come ribadito più volte dai Comitati Territoriali degli esodati restano in attesa di una risposta ancora 24.000 lavoratori che matureranno il diritto alla quiescenza entro il prossimo triennio.

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Sul nodo sarebbero già al lavoro i tecnici del Governo, impegnati ad effettuare delle stime di costo al fine di misurare le risorse necessarie alla nuova salvaguardia e valutarne l'inserimento all'interno della prossima Legge di stabilità.

Pensioni e capitolo esodati: prevista per oggi la nuova discussione alla Camera

Nel frattempo il tema degli ultimi esodati rimasti senza tutele viene discusso anche in Parlamento, dove per la giornata di oggi è stato inserita in calendario un'interrogazione firmata dall'On. Maria Luisa Gnecchi.

Pensioni flessibili, le novità ad oggi 28 aprile 2016
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L'obiettivo resta quello di redarre una proposta di legge entro la prossima estate, in modo da poter approfondire adeguatamente la tematica e predisporla per la LdS2017. All'interno dell'interrogazione, si riprendono le continue segnalazioni in merito ad "accordi individuali o collettivi, sottoscritti in sede governativa o in sede territoriale, perfezionati in data anche di molto antecedente al 31 dicembre 2011, che presentavano condizioni particolari e che la manovra Salva Italia del dicembre 2011 non ha assolutamente considerato".

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Sulla base di questa premessa, la Parlamentare ribadisce la necessità di un intervento in favore di questi pensionandi affinché possano essere ammessi alle tutele, come nel caso di chi matura i requisiti ad un anno dalla fine della mobilità.

Riforma pensioni e lavoratori precoci: è indispensabile anche la quota 41

Al fianco dei lavoratori esodati ancora in attesa di salvaguardia proseguono anche le proteste dei precoci, persone che hanno iniziato a lavorare in giovane età e che non possono accedere alle tutele di pensionamento a causa dell'innalzamento riguardante il criterio contributivo.

In merito alla situazione sono recentemente intervenute le principali sigle sindacali, chiedendo di avviare le uscite dal lavoro a partire dai 41 anni di versamenti e senza l'applicazione di ulteriori penalità. "Sono persone che sono andate a lavorare a 14 o 16 anni, non hanno studiato e stanno nelle fabbriche, nei cantieri edili, nelle case di riposo. E fanno lavori pesanti" ricorda Vera Lamonica della Cgil, indicando così l'urgenza di un intervento sulla vicenda.

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