Il Governo mette sul tavolo la propria proposta di riforma previdenziale per garantire un meccanismo di uscita flessibile ai lavoratori in età avanzata che desiderano o si trovano costretti ad anticipare la propria data di pensionamento. Si tratta di quella che è stata definita dallo stesso Sottosegretario Nannicini come una "quadratura del cerchio" rispetto alle effettive possibilità di intervento (con stime di spesa attorno al miliardo di euro per le casse pubbliche) e alle esigenze dei lavoratori. Nella pratica, secondo il piano allo studio dell'esecutivo, vi sarannotre differenti opzioni di quiescenza agevolatain grado di coprire diverse esigenze di welfare.

Il primo caso è quello di chi preferirebbeanticipare la data di pensionamento. Il secondo caso riguarda coloro che hanno un effettivo bisogno di flessibilità. Infine, il terzo caso riguarda quelle aziende all'interno delle quali risulta necessario avviare dei meccanismi di prepensionamento al fine di favorire una ristrutturazione aziendale. Vediamo insieme in che modo i tecnici del Governo stanno pensando di garantire le uscite dal lavoro.

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Stante lo scenario appena descritto, i tecnici dell'esecutivo stanno lavorando sulla creazione di un sistema di anticipi previdenzialia partire dai 63 anni di età ein grado di coinvolgere allo stesso tempo le istituzioni pubbliche ed il comparto finanziario.

In merito agli scenari appena delineati, nel caso in cui l'uscita anticipata sia volontaria si potrebbe verificare una penalizzazione leggermente più accentuata rispetto a coloro che si trovano costretti ad anticipare la quiescenza per necessità. In quest'ultimaeventualità, l'intervento dello Stato potrebbe garantire l'abbattimento di una larga parte della penalizzazione.

Infine, nelle aziende in ristrutturazione i costi dell'anticipo potrebbero essere garantiti grazie ad un'assicurazione sul rischio di morte del lavoratore, controfirmatadallo Stato.

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Delineato lo scenario generale, serve ora mettere a punto i dettagli del piano andando a calibrare gli interventi affinché possano andare incontro alle reali esigenze delle persone.

Si punta quindi a produrre tutele maggiori per i disoccupati, ma anche per chi ha svolto lavori usuranti o per chi dispone di redditi basi. Il tutto attraverso una modulazione della eventuale penalizzazione, che sarà quindi calibrata sulla storia del lavoratore. E voi, cosa pensate di queste nuoveproposte finalizzate alla flessibilità previdenziale? Come da nostra prassi, restiamo a disposizione nel caso desideriate condividere con gli altri lettori del sito le vostre idee al riguardo tramite l'aggiunta di un commento. Se invece volete ricevere tutte le prossime notizie di aggiornamento sulle pensioni vi ricordiamo di utilizzare il comodo tasto "segui" che trovate in alto, vicino al titolo dell'articolo.

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