Prosegue il dibattito politico sul tema della flessibilità in uscita, dopo che il Defè tornato a far discutere proprio riguardo il nodo dei prepensionamentirispetto al programmadi interventi da attuare nella finanza pubblicaentro i prossimi mesi. A tal proposito il Presidente della Commissione lavoro alla Camera Cesare Damiano ha ribaditola propria posizione, chiedendo all'esecutivo di inserirei pensionamenti anticipatiall'interno delle priorità di breve termine. Per l'ex Ministro del lavoro, si tratta di un provvedimento importante non solo per i potenziali destinatari, ma anche per evitare "il rischio di interventi spot costosi, inefficaci e non strutturali".

Tutto questo considerando che lo stesso Premier Renzi ha espresso in diverse occasioni la consapevolezza di dover intervenire con dei correttivi in merito alla rigidità creatasi nel turn over dopo le recenti riforme previdenziali.

Pensioni anticipate, serve un meccanismo di grado diaiutare gli over 60

In merito alla questione l'On. Damiano ha voluto sottolineare come la flessibilità previdenziale rappresenti un'importante priorità per il Paese, visto che "salva dalla povertà i lavoratori che perdono l'occupazione dopo i 60 anni" e "apre le porte delle aziende ai giovani". Un intervento di apertura ai prepensionamenti potrebbe aiutare a far ripartire il turn over e la staffetta generazionale nei confronti di chi è in cerca del primo impiego, con importanti riverberi anche per quanto concerne la disoccupazione giovanile.

Secondo le proposte già depositate in Commissione lavoro, l'intervento migliore sarebbe rappresentato da un meccanismo in grado di anticipare di quattro anni l'età di quiescenza, calmierando le difficoltà tipiche a cui va incontro chi perde il proprio impiego in età avanzata o chi si trova costretto a mansioni usuranti.

Flessibilità Inps: resta il nodo dei lavoratori precoci

Tra le questioni più dibattute resta in essere anche il tema dei lavoratori precoci e della necessità di uniformare i trattamenti previdenziali in Europa. "Noi proponiamo di abbassarli a 41 anni per tutti" conclude l'On. Damiano, visto che il superamento di questo limite potrebbe "cancellare di colpo tutti i buoni propositi di miglioramento del sistema".

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