Per comprendere lo stato della previdenza in Italia e la necessità di una riforma delle pensioni da mettere in campo quanto prima nel 2016/2017 e che permetta un futuro dignitoso, basta leggere i commenti di coloro che hanno ricevuto la busta arancione e sono alle prese con una prospettiva per i prossimi decenni decisamente dura e complessa. Nel frattempo, nel programma l'Arena di Giletti, proprio in connessione con la busta arancione, si è discusso di quello che è stato definito lo 'scandalo' dei vitalizi dei consiglieri regionali della Val d'Aosta, i quali avrebbero fatto ricorso contro il contributo di solidarietà.

Infine, si segnalano le nuove iniziative delle categorie di pensionandi più battagliere: i lavoratori precoci, gli esodati e le donne che chiedono la proroga dell'Opzione contributiva.

Buste arancioni e vitalizi: ultime news riforma pensioni 2016/2017 oggi 3 maggio

Sono molte le storie di coloro che hanno ricevuto la busta arancione e che vogliono raccontare il proprio futuro previdenziale. La più rappresentativa è sicuramente quella dell'operaia Roberta che ha 53 anni e ha due opzioni dinanzi a sé: dopo aver cominciato a lavorare a 14 anni, potrebbe andare in pensione nel 2020 e percepire meno di 1000 euro netti al mese (a fronte di circa 43 anni di contributi), oppure attendere il 2031 e arrivare a circa 2000 euro lordi (a fronte di più di 50 anni di contributi).

Mentre, dunque, si discute e si racconta il futuro previdenziale degli italiani, si scoprono quali sono le contraddizioni del sistema previdenziale italiano: nel programma di Giletti, l'Arena, si viene a sapere che i vitalizi degli ex consiglieri regionali della Val d'Aosta ammontano al momento a circa 3 milioni di euro e che gli stessi hanno fatto ricorso per non 'subire' il prelievo di solidarietà sui propri assegni pensionistici.

Insomma, una disparità di trattamento che non può che provocare durissime reazioni tra i cittadini comuni e una richiesta di una riforma pensioni per il 2016/2017 che appiani queste differenze.

Iniziative precoci, esodati e donne: ultime news riforma pensioni oggi 3 maggio

Nel frattempo, continua la battaglia per i propri diritti delle categorie più penalizzate dalla riforma Pensioni Fornero.

I lavoratori precoci, ad esempio, hanno chiesto un confronto direttamente con il governo Renzi per affrontare la loro particolare situazione: la richiesta resta la stessa, 41 anni di contributi per poter andare finalmente in pensione. Le donne, invece, hanno scelto la via di twitter per discutere della propria condizione e di quella degli esodati e dei precoci: è stato rilanciato, infatti, un messaggio di Cesare Damiano, il quale sottolineava come alcuni interventi di riforma pensioni 2016/2017potevano essere affrontati anche dal punto di vista economico-finanziario perché permetterebbero, comunque, un risparmio nel medio-lungo periodo. I punti messi in rilievo sono i seguenti: l'ottava salvaguardia per gli esodati, la Quota 41 per i lavoratori precoci, la trasformazione dell'Opzione donna in un provvedimento strutturale e la cancellazione delle ricongiunzioni onerose.

Da parte del governo Renzi, al momento, tutto tace: il premier ha dato inizio alla sua 'campagna elettorale' per il referendum di autunno e si teme che tutto il dibattito politico possa essere fagocitato dalla questione del 'sì' o 'no' alle riforme costituzionali. Per aggiornamenti su vitalizi, precoci, esodati, donne e buste arancioni, cliccate su 'Segui' in alto sopra l'articolo.

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