Tutto è inizio a dicembre dell’anno scorso quando a Napoli partirono le prime indagini contro i 3 finanzieri che promettevano l’ingresso nelle Fiamme Gialle in cambio di notevoli somme di denaro. Una delle tante indagini con al centro i concorsi truccati nell’Esercito che da mesi impegnano gli uffici dei pm napoletani. A maggio, invece è scattato l’arresto di un carabiniere napoletano accusato di aver effettuato interventi nei concorsi per entrare nelle forze armate. E cosi di seguito una serie di inchieste hanno preso il via.

Quello che hanno trovato gli investigatori nel corso delle perquisizioni riguarda solo un giro di corruzione o concessione ma tocca anche il reato di truffa, perché la Guardia di Finanza di Napoli, a giugno scopri che nel concorso dei 559 allievi di polizia, ben 194 candidati risposero esattamente a tutte le 80 domande della prima prova. La coincidenza volle che la maggioranza dei presunti geni fossero campani. Di coincidenza quindi non si trattò proprio perché il sospetto dei Finanzieri è che determinate scuole di preparazione, hanno aiutato in questo concorso i candidati a rispondere esattamente ai test con il minimo sforzo, e quindi a barare per vincere l’agognato concorso.

In breve insegnano un algoritmo che consente di individuare le risposte esatte, attraverso la tracciatura del percorso delle crocette.

I risultati delle indagini: un sistema architettato a pennello

I finanzieri campani quindi già dall’anno scorso si sono messi a lavorare su 9 concorsi sospetti indetti dal luglio 2015: in particolare a finire sotto indagine anche il concorso per 605 allievi marescialli in Guardia di Finanza, quello per la ferma quadriennale nell’Esercito, quello per i 1050 allievi carabinieri, quello per 490 allievi marescialli; il concorso per allievi agenti della Polizia Penitenziaria.

Il sistema studiato per superare le procedure di gare in modo poco lecito garantiva quindi l’accesso a tutte le domande dei test e a notizie riservatissime sui bandi, semplicemente pagando somme che alcune volte arrivavano anche a 50mila euro. Così come trapela dalla stessa inchiesta in corso, per avere la certezza di superare il concorso di turno e stare tranquilli, bisognava acquistare “il pacchetto completo” che valeva appunto 50mila euro.

L’algoritmo per rispondere ai test dei concorsi senza sbagliare

Anche nell’ambito delle varie perquisizione dalla Procura di Napoli all’interno delle scuole, si è scoperto inoltre che l’algoritmo in grado di fornire tutte le risposte esatte dei test non costituiva da sola garanzia di superamento del concorso e arruolamento. L’elaborato sistema dell’algoritmo serviva infatti a superare solo una della prove previste senza studiare, ma non tutte. Il costo fissato per “acquistare” lo stesso era di circa 6.000 euro. Tale formula quindi non bastava a garantire il posto fisso proprio perché se il punteggio raggiunto alle altre prove non andava benissimo non si poteva certo sperare nei miracoli.

Quello che è certo è che comunque si cercava di vincere, eludendo la legge, quella stessa legge dello Stato che le forze armate devono a tutti i costi proteggere. Per restare sempre aggiornati su tali argomenti potetepremere il tasto segui accanto al nome dell'autore.

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