Finite le vacanze estive è tempo di ritornare a lavorare per completare il cosiddetto pacchetto Pensioni da inserire nella Legge di Stabilità. Si tratta di tutte le misure che dovrebbero correggere i problemi del nostro sistema previdenziale. Prima delle ferie ci si era lasciati su APE e pensioni minime da ritoccare come provvedimenti quasi in dirittura di arrivo, mentre per quanto concerne usuranti, precoci e così via, le probabilità di essere compresi nel pacchetto previdenziale già per la Legge di Stabilità erano minime.

Le risorse che latitato infatti, rendono difficile coprire tutte le problematiche di tutti i lavoratori e pensionati, anzi, anche con APE e pensioni minime si cerca di ridurre la platea di beneficiari per ridurne i costi. Ecco le novità più importanti in vista dei prossimi incontri fissati in agenda.

Per Boeri non tutte le minime appartengono a pensionati poveri

Se per l’APE si tratta di offrire una possibilità di andare in pensione prima agli attuali lavoratori, quando si parla di minime si intende dare una mano a chi la pensione già la percepisce.

Nel pacchetto previdenziale dovrebbero trovare posto dei correttivi che vadano ad aumentare le cosiddette pensioni minime. Si parla di estendere la quattordicesima, che oggi spetta a pensionati al di sotto delle 700 euro al mese, anche a soggetti fino a 1.200 o 1.300 euro. Si pensa poi di aumentare gli importi per coloro che la quattordicesima già la percepiscono, magari addizionando alla rata di pensione aggiuntiva un bonus di 80 euro a testa.

Le due misure non sono per forza di cose alternative tra loro, ma si valuta di inserirle entrambe. L’intero piano previdenziale, per il Governo potrebbe valere 1,5 miliardi di euro, mentre per i sindacati sarebbero necessari 2,5 miliardi. Il pacchetto pensioni minime prima citato, da solo costerebbe oltre 3 miliardi, ecco perché le possibilità di un intervento totale come quello di cui tanto si parla, resta difficile.

Per Boeri, Presidente dell’Inps e promotore di una sua personale proposta di riforma previdenziale, in 7 casi su 10 la quattordicesima finisce nelle tasche di persone non povere. Ecco perché si valuta di tagliare il numero di pensionati al minimo da aiutare che nella totalità sarebbe di 3,5 milioni.

Aumento delle minime

Ritorna in voga una vecchia proposta del Premier Matteo Renzi, quella di aumentare le pensioni minime, in perfetto stile Berlusconi. Infatti l’estensione o l’aumento delle quattordicesime, proprio come avallato anche da Boeri, coprono l’intera platea di pensioni minime, ma finiscono anche a soggetti che hanno redditi più alti o altre forme di pensione.

È il caso di coloro che percepiscono la propria pensione minima ma che nello stesso tempo hanno anche la reversibilità. Queste potrebbero essere le prime persone da escludere dall’intervento, in modo tale da ridurre la platea a 2,5 milioni di pensionati. Secondo Boeri poi, bisognerebbe considerare anche i redditi del nucleo familiare, quando si tratta di elargire trattamenti previdenziali quali la quattordicesima. Ecco perché si pensa di aumentare le maggiorazioni sociali che sono misure che tengono in considerazione l’intera situazione reddituale della famiglia del percettore la prestazione. Tagliando quindi i possibili beneficiari di interventi tramite l’ISEE, quindi escludendo quelli con redditi alti, anche se del proprio coniuge, o proprietari immobiliari di un certo livello, si scenderebbe ad un milione di persone.

Solo così sarebbe possibile intervenire sulle minime ed aiutare chi è davvero meritevole e bisognoso di tutela.

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