Tra scadenze e proroghe, invio della dichiarazione e pagamento delle imposte con date differenti, la materia Unico 2016 è sempre difficile da comprendere per i contribuenti italiani. Il modello Unico 2016 può essere trasmesso all’agenzia delle entrate entro il prossimo 30 settembre, ma lo scorso 20 agosto (22 perché il 20 era di sabato) è scaduto il termine per effettuare i pagamenti dell’Irpef dovuta risultante dalle dichiarazioni reddituali. Purtroppo, ogni anno è sempre la stessa storia e le scadenze differenti tra dichiarazioni e pagamenti generano diverse problematiche. Dimenticanza o mancata interpretazione di questa “anomalia” normativa italiana, possono far pagare dazio ai contribuenti in termini di sanzioni e interessi.

Una via più economica per regolarizzare la propria posizione però è il ravvedimento operoso, ecco come funziona.

Il problema della data da cui calcolare il ravvedimento

Il ravvedimento operoso è un particolare istituto che permette ai contribuenti di mettere a posto la propria situazione debitoria con il Fisco, prima che quest’ultimo se ne accorga e inizia la riscossione per conto suo, caricando l’imposta dovuta di interessi, multe e sanzioni varie. In linea generale, il ravvedimento operoso deve essere utilizzato aggiungendo all’imposta da pagare lo 0,1% al giorno se il pagamento viene effettuato entro 14 giorni dalla scadenza. L’imposta con un surplus dell’1,50% per pagamenti avvenuti tra 15 e 30 giorni dalla scadenza, l’1,67% per pagamenti entro i 90 giorni fino al 5% per pagamenti che avvengono oltre la scadenza del prossimo modello Unico.

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C’è da tenere presente che all’importo dell’imposta da pagare va già aggiunto lo 0,40% di maggiorazione perché in origine la prima scadenza per i pagamenti era stata fissata per il 7 luglio. Proprio questo andirivieni di date e di scadenze crea non poca confusione per chi deve calcolare quanto pagare di imposta e di ravvedimento. In effetti l’Uico per il 2016 prevedeva pagamenti entro il 16 giugno, poi prorogati al 7 luglio. L’ultimo correttivo, che poi è sempre lo stesso, confermato anno dopo anno, ha fissato la data di ultima scadenza per il 22 agosto, ma con una piccola maggiorazione da aggiungere all’importo pari, come dicevamo, allo 0,40%. Proprio quella del 22 agosto è quella utile ai fini del calcolo del ravvedimento e pertanto, chi volesse mettere a posto la propria posizione entro i5 settembre dovrà aggiungere lo 0,1% al giorno.

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Contribuenti soggetti a studi di settore, quelli interessati dai regimi forfettario e dei rminimi e tutti gli studi di consulenza in questi giorni stanno terminando le operazioni relative alle dichiarazioni dei redditi per l’anno di imposta 2015.

Come dicevamo, entro il 30 settembre sarà possibile trasmettere ancora il modello Unico 2016. Per quanto concerne il modello integrativo invece ci sarà ancora tempo fino al 30 settembre del prossimo anno. Se per l’invio delle dichiarazioni tutto appare semplice, i pagamenti delle imposte sono sempre alquanto problematici. Il metodo di versamento è sempre quello del modello F24 e per quanto riguarda il ravvedimento, la compilazione di questo bollettino di pagamento deve essere fatta con la massima attenzione. Dal modello infatti si deve evincere la ferma volontà del contribuente di utilizzare il salvacondotto del ravvedimento. Nel modello devono essere inserite e ben distinte le quote di pagamento che riguardano l’imposta piuttosto che le sanzioni o gli interessi. Questo perché in caso di pagamento inferiore al dovuto, il Fisco deve avere ben chiaro quale pagamento sia relativo all’imposta e quale agli oneri accessori.