L'anticipo pensionistico potrebbe avere maglie più larghe nell'accesso alla prestazione senza penalizzazioni, ma con possibilità di ingresso limitate dalle risorse messe a disposizione anno per anno. È questa la nuova indiscrezione di stampa che sta circolando nelle ultime ore, con i dettagli del meccanismo di funzionamento riportato nelle pagine del Sole 24 Ore. Il giornale, in particolare, parla di un sistema d'ingresso"a rubinetto", che a nostro avviso potrebbe quindi apparire simile a quello già utilizzato per la fruizione del part time agevolato.

Se la notizia fosse confermata, l'APE potrebbe garantire dei parametri di accesso meno rigidi, al prezzo però di limitare la platea dei potenziali beneficiarinel corso della sperimentazione. In questo caso, una volta che le risorse annue messe a copertura dell'operazione risulteranno esaurite, si aprirà presso l'Inps una lista di attesa per le domande rimaste senza accoglimento, a cui verrà dato seguito nell'anno successivo. In cambio della misura di salvaguardia dei conti, sembra che i tecnici stiano lavorando ad un'ampliamento dei criteri di fruizione dell'agevolazione, con particolare attenzione ai lavori rischiosi ed usuranti.

Vediamo nello specifico di cosa si tratta.

Pensioni anticipate e lavori a rischio: verso prepensionamento a costo zero

A beneficiare dell'anticipo pensionistico a costo zero potrebbero essere anche i lavoratori che hanno svolto mansioni ad elevato rischio di infortunio. Sulla base degli ultimi rumors, i tecnici dell'esecutivo sarebbero al lavoro per l'individuazione di quelle attività che risultano particolarmente rischiose.

La quadra nella determinazione della posizione agevolata sarà trovata tramite l'incrocio delle banche dati già a disposizione dell'Inail e della codificazione Ateco. Ma sarebbe proprio l'ente assicurativo pubblico ad offrire la chiave d'interpretazione più interessante per poter garantire di assegnare le risorse nel modo più efficiente possibile.

Pensioni agevolate e APE 2017: allo studio anche misura per i lavori usuranti

L'altro scenario in via di valutazione riguarda invece i cosiddetti lavori usuranti, ovvero quelle mansioni che risultano particolarmente faticose e difficili da mantenere in età avanzata. Si pensi ad esempio al ruolo svolto dagli operai del settore edile, oppure dagli autisti. Per questi lavoratori, il Governo avrebbe allo studio un'apertura dei criteri di accesso, in linea con quanto già domandato dalle parti sociali. Resta invece più complessa la situazione dei lavoratori della sanità (come nel caso degli infermieri), oppure degli insegnanti delle scuole primarie e dell'infanzia.

Per questi soggetti l'azzeramento della penalizzazione potrebbe dipendere anche dall'importo della futura pensione lorda, fermo restando che assegni medio-bassi saranno comunque tutelati con le risorse messe a disposizione nella Manovra (il limite è tutt'ora stimato attorno a circa 1500 € lordi al mese).

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