La legge anti caporalato è stata approvata martedì 18 ottobre alla camera, senza modifiche, dopo l'approvazione al Senato nell'agosto scorso.

Con l'intervento normativo si stabiliscono nuovi strumenti penali per la lotta al caporalato, come la confisca dei beni, l'arresto in flagranza, l'estensione della responsabilità degli enti. La nuova legge prevede anche la responsabilità del datore di lavoro ed il controllo giudiziario sulla azienda, che consentirà di non interrompere l'attività agricola e la semplificazione degli indici di sfruttamento, questa tra le novità più importanti inserite nella legge la cui approvazione rappresenta una grande vittoria per le battaglie del sindacato, in particolare della Cgil e la Flai-Cgil.

Per Susanna Camusso, segretario generale del sindacato CGIL, "finalmente una legge buona e giusta che ci aiuterà nella difesa dei lavoratori italiani e stranieri sfruttati da imprenditori privi di scrupoli, da caporali che lucrano sulla loro povertà e sul loro bisogno di lavoro, dalla criminalità organizzata. Una legge, fortemente voluta dalla Cgil, conquistata a prezzo di dure battaglie, di morti, di centinaia, se non migliaia, di uomini ridotti in condizioni di vera e propria schiavitù. Ringraziamo il Parlamento, per il lavoro svolto in aula e nelle commissioni di Camera e Senato, che con grande impegno, hanno elaborato il discorso e portato al voto un'ottima legge."

A celebrarne l'approvazione e presentare la legge sul caporalato, lunedì 24 ottobre, il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, che è intervenuto nell’auditorium comunale di Rosarno in provincia di Reggio Calabria.

“Sono contento, perche’ proprio da qui un anno e mezzo fa, insieme alle organizzazioni sindacali e di categoria, avevamo lanciato la sfida sull'emergenza caporalato nel Paese. Oggi sono qui per dire che siamo passati dalle parole ai fatti e che la legge e’ cosa fatta. Si tratta di un provvedimento che non solo tutela i diritti e la dignità dei lavoratori, ma tutela anche le aziende agricole che lavorano nella legalità.

Alla convention ha preso parte anche Ivana Galli, presidente nazionalle della FLAI-CGIL, che ha ricordato le tante iniziative dell'organizzazione sindacale per arrivare all'approvazione della legge. Ivana Galli ha puntualizzato come ci siano voluti anni di dure battaglie e di scioperi per arrivare alla legge attuale.

E' stata una campagna anche alquanto singolare, a partire dalla presentazione, alla mostra del film di Venezia, di un film che ben descrive lo sfruttamento del lavoro, sono state organizzate diverse campagne per porre all'attenzione generale l'argomento: "oro rosso", "gli invisibili", è stato fatto "tende rosse", "sindacato di strada", si è svolto uno sciopero generale unitario, quello del 25 giugno. La Flai-Cgil ha perfino invitato i parlamentari di tutto l'arco costituzionale a recarsi nei campi, la mattina presto, per farli rendere conto che non stavano raccontando delle storie del passato, ma era una storia attuale, di oggi, così diversi parlamentari hanno partecipato all'invito, con presenze a Vittoria, a Mondragone, sono andati a Foggia.

In pratica i Sindacati hanno messo in campo tutto quanto potevano mettere in campo per fare in modo che questo diventasse un tema nazionale, un tema da prendere seriamente in esame.

Ivana Galli in chiusura dell'intervento ha dichiarato: "la legge è importantissima, ma domani mattina ci dobbiamo mettere al lavoro per fare in modo che questa legge dia veramente le risposte che servono per dare dignità, giustizia e soprattutto, per ristabilire un clima di rispetto per chi lavora nelle campagne quando ci sono le raccolte. Questi temi dovranno essere vissuti e fatti vivere già da domani mattina, dopo che la legge verrà pubblicata sulla Gazzetta ufficiale.

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