Mentre il lavoro scarseggia c'è chi continua ad approfittare delle necessità delle persone. Sono in molti infatti ad aver bisogno di un posto di lavoro oggigiorno ma alcuni 'datori di lavoro' spesso esagerano e tendono a sfruttare la situazione. È questo lo scenario che è stato scoperto dalla guardia di Finanza nella regione Calabria. Operai venivano sfruttati e poi retribuiti con un euro ogni ora di lavoro. È possibile nel 2016 dover ancora subire tali abusi? Vediamo nel dettaglio tutto ciò che è emerso in seguito alle indagini.

Un euro ogni ora di lavoro

Il tutto è accaduto nella provincia di Cosenza dove i militari della guardia di finanza di Sibari hanno scoperto un vero e proprio sfruttamento sul lavoro.

Braccianti venivano impiegati per la raccolta degli agrumi per poi essere retribuiti con un euro all'ora. Le indagini sono iniziate per contrastare il fenomeno molto diffuso del caporalato. Dalle ricerche degli agenti è emerso che i braccianti, sia italiani che stranieri, venivano occupati all'interno dei campi per circa dieci ore al giorno. I lavoratori non godevano di alcuna pausa e non ricevevano nemmeno alimenti. Essi pensavano di ricevere poi un sostanzioso compenso e invece la paga era soltanto di un euro per ogni ora di lavoro, circa dieci euro al giorno. Secondo quanto riporta il portale online askanews.it, i sei arrestati fornivano ai lavoratori anche un posto letto costruito in container fatiscenti e privi di areazione. La paga mensile era circa di 100 euro.

Sei persone arrestate

Sono state arrestate ben sei persone con l'accusa di sfruttamento sul lavoro e di intermediazione illecita messa in atto con violenze e minacce.

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Delle sei persone ben quattro sono italiani. Per quanto riguarda gli altri due arrestati, uno è bulgaro e un altro è pakistano. Adesso verranno svolte tutte le indagini del caso per confermare l'arresto dei sei 'caporali' che sfruttavano queste persone illuse di una paga migliore. Ulteriori dettagli emergeranno comunque nelle prossime ore.