In Italia i nostri neo laureati non hanno futuro, le uniche offerte sono dei tirocini gratuiti o al massimo qualche impiego sottopagato, piccoli rimborsi spese perché in fin dei conti "fa curriculum". Così sempre più laureati pur di continuare a vivere in Italia accettano qualunque lavoro nella speranza un giorno di avere il posto meritato. Per pagare master e specializzazioni i nostri giovani lavorano dal call center al McDonald’s. In molti invece decidono di lasciare il bel paese, la cosiddetta fuga dei cervelli, tra i giovani laureati all'estero troviamo anche Roberta Zarcone.

La storia di Roberta Zarcone

La giovane palermitana Roberta Zarcone di 31 anni ha realizzato i suoi sogni grazie alla Francia che l'ha accolta qualche anno fa. Roberta si è laureata in Italia in Ingegneria edile-architettura. Dopo la laurea ha continuato ad approfondire il suo ramo con corsi e master tra Romae Milano ma nonostanteisuoi sforzinon è riuscita a crearsi una posizione in questo paese. I tirocinanti in Italia spesso sono visti come dei "tutto fare" a basso costo, giusto un rimborso spese e quelli più meritevoli non vengono comunque premiati. Così Roberta a un certo punto ha quasi mollato, è tornata in Sicilia si è iscritta a un master e per mantenersi ha lavorato in un call center.

Il viaggio in Francia e la svolta

La svolta per la giovane ingegnere Roberta arriva con la borsa di studio dell'università di Palermo: 6 mesi di ricerca all'estero. L'italia purtroppo forma professionisti che poi non sa sfruttare, così Roberta non si è lasciata scappare l'occasione ed è partita per Parigi iniziando il progetto di ricerca in una scuola di architettura parigina, la "Paris Malaquais”.

Dopo solo due mesi, senza ancora avere la padronanza della lingua francese, le viene proposto di insegnare esercitazione durante il corso del professore che guidava la sua ricerca. Grazie a questa esperienza Roberta ha capito che l'insegnamento era la strada da seguire. L'anno scorso ha partecipato sempre a Parigi ad un concorso pubblico per insegnare nelle scuole di architettura: lo ha vinto.

Oggi Robertaèmaître-assistant presso l’Ecole nationale superieure d’architecture et de paysage di Lille. Di questa storia a lieto fine resta solo un rammarico se pensiamo che l'Italia non offre le stesse opportunità ai nostri giovani qualificati e meritevoli.