Che la Legge di Bilancio, con il suo pacchetto previdenziale, non abbia soddisfatto in pieno tutte le esigenze e le prerogative degli italiani è un dato di fatto. Il problema delle coperture, cioè i soldi disponibili per le misure previdenziali, sono stati sufficienti solo a provvedimenti che aiutano pochi soggetti perché pieni di paletti e vincoli che limitano il perimetro di applicazione dei provvedimenti. Una categoria vessata fortemente dalla Fornero e dal continuo spostare in avanti dei requisiti di accesso alla quiescenza è senza ombra di dubbio quella degli invalidi.

Ecco un Disegno di Legge appena depositato alla Camera che mira ad aiutare proprio questi soggetti.

Il 60% di invalidità può bastare?

Una proposta contenuta nel disegno di legge depositato alla Camera da Carrescia, deputato PD, mira ad estendere la pensione anticipata a 57 anni con 35 di contributi, a lavoratori con un grado di invalidità accertata, di almeno il 60%. Si tratta di applicare grossomodo, lo scivolo concesso alle donne con la loro “opzione donna” anche a questa particolare categoria di lavoratori. La nuova proposta ricalca un vecchio disegno di legge depositato in Senato che aveva lo stesso obbiettivo, tutelare gli invalidi con disabilità pari al 60%. Il caso dei disabili è particolare perché sono tra le categorie inserite anche nell’APE agevolata o in quota 41.

Con l’APE agevolata, il disabile potrà ottenere l’anticipo di pensione di vecchiaia a partire dai 63 anni, con pensione erogata da una banca, sotto forma di prestito. L’agevolazione per la categoria sta nel fatto che una volta raggiunti i 66 anni e 7 mesi che significano, pensione di vecchiaia vera e propria, il prestito sarà restituito alla banca, non dai pensionati, bensì dallo Stato.

Con quota 41 invece, il lavoratore otterrebbe la pensione anticipata senza limiti di età, una volta raggiunti i 41 anni di contributi versati. Per tutte e due queste novità provenienti dalla Legge di Bilancio in vigore dal 2017, serve almeno il 74% di invalidità accertata.

Possibilità di riuscita della proposta

In materia previdenziale, le proposte, gli emendamenti e i disegni di legge sono all’ordine del giorno e sono numericamente elevati.

Come per ogni proposta però, il vincolo delle coperture è sempre quello da superare per vederla approvata. Il numero di soggetti che rientrerebbero in questa possibilità di pensione anticipata è di 250mila soggetti, almeno per quanto concerne le stime che accompagnano la presentazione della proposta. Sembrano troppi perché il disegno di legge abbia possibilità concrete di diventare misura effettiva. Altri problemi, di natura tecnica non ce ne sono perché, per evitare trucchi e furbate varie, la proposta prevede anche sanzioni per le false dichiarazioni. In pratica, chi sfrutterebbe lo scivolo, falsificando il proprio status di disabile, potrebbe incorrere in sanzioni pesanti, compreso i medici o le strutture sanitarie che certificassero il falso.