Dopo anni ed anni in cui i lavoratori si sono trovati a vedere allontanarsi la pensione per via dell’aumento dei requisiti richiesti, il 2017 porta una novità interessante. La Legge di Bilancio ha inserito nel pacchetto previdenziale l’APE, l’Anticipo Pensionistico che consente, anche se con qualche sacrificio e con una formula particolare, di lasciare il lavoro prima. Dal prossimo 1° maggio, i lavoratori potranno beneficiare di uno sconto in termini di requisito anagrafico per la pensione. Ecco perché, per molti di questi soggetti, l’INPS sta provvedendo a mandare a casa la busta arancione con molte informazioni.

L’APE e il prestito

L'APE prevede che un lavoratore a partire dai 63 anni di età e con 20 anni di contributi, potrà lasciare il lavoro. L’INPS erogherà un reddito ponte fino al raggiungimento dei 66 anni e 7 mesi di età previsti per la pensione di vecchiaia. Sussidio o pensione cambia relativamente poco, anche se l?INPS la considera una misura previdenziale. Il lavoratore grazie all’APE, avrà un assegno pagato come una pensione, ma per 12 mensilità, senza perequazione per gli anni successivi e senza possibilità di reversibilità in caso di suo decesso. Ecco perché la misura appare nettamente diversa da una classica pensione. Ad allontanare ancora di più, l’APE da una erogazione di tipo previdenziale c’è poi il suo meccanismo.

Infatti quanto erogato dall’INPS sarà in prestito ed i pensionati, a meno che non rientrino nella versione assistenziale di APE, saranno costretti a restituire i soldi avuti negli anni di anticipo. Infatti, raggiunti i 66 anni e 7 mesi, l’APE terminerà il suo compito e l’INPS, nell’erogare la pensione spettante a quelli che diventeranno veri pensionati, applicherà una trattenuta mensile sugli assegni. Sarà quindi l’Istituto a restituire quanto trattenuto ai pensionati, alla banca che ha finanziato l’APE. La penalizzazione è resa evidente dai limiti che il Governo ha imposto sull’APE e sul fatto che la trattenuta abbasserà di molto la pensione futura. I pensionati devono sapere che potranno richiedere l’APE solo per il 75% della pensione che hanno maturato alla data di uscita se chiedono l’anticipo massimo, cioè 3 anni e 7 mesi.

La percentuale sale al 90% se chi sceglie l’APE ha già 65 anni e quindi chiede l’anticipo solo per un anno o giù di lì. Evitare di far indebitare troppo i lavoratori, questo lo scopo di questi paletti, perché il capitale anticipato sarà gravato di interessi del 4,5% annuo e di spese assicurative pari al 29% del montante concesso. Lo stesso obbiettivo è anche la soglia minima di pensione futura che consente di beneficiare oggi dell’APE. La pensione che percepiranno i lavoratori quando arriveranno a 66,7 anni di età, al netto della rata, non dovrà essere inferiore a 702 euro.

Tutto questo sarà spiegato nelle buste?

Sta per arrivare ai cittadini che non hanno ancora aderito al Sistema di Identità Digitale, SPID, la nbusta arancione.

Per quelli che invece sono già, per così dire “digitalizzati”, arriverà una mail che rispecchierà le informazioni della busta. I soggetti interessati sono quelli che hanno già 63 anni o che li compiranno entro la fine del 2018 e che hanno, in base ai dati dell’INPS, almeno 20 anni di contributi versati. In pratica, nella comunicazione INPS di cui ha confermato l’invio il Presidente Boeri, ci saranno tutte le informazioni sui contributi versati a nome del soggetto destinatario e una proiezione sulla pensione futura. Inoltre, sempre Boeri, ha confermato che dentro la comunicazione, ci sarà una parte dedicata all’APE, probabilmente con alcune informazioni su come sfruttarla. In pratica, una sponsorizzazione della novità appena partorita dal Governo sulla quale, anche l’INPS conta per consentire l’ingresso in pensione in maniera flessibile.

Ipotizzare che tutto quello detto nel paragrafo precedente, sul sacrificio richiesto ai lavoratori, sia inserito nella missiva è esercizio azzardato, ecco perché capire bene cosa sia l’Anticipo Pensionistico è utile.