È arrivata con l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri circa le 8 (su 9) deleghe alla legge 107 sulla Buona Scuola la conferma che tanti aspettavano: la riforma del sistema di accesso all’insegnamento e formazione iniziale per gli aspiranti docenti delle scuole secondarie. Punto radicale che investirà tanto gli insegnanti futuri che i docenti in possesso di abilitazione, la riforma dell’accesso all’insegnamento si colloca all’interno del quadro più ampio che andrà a toccare un po’ tutti quelli che sono i punti nevralgici dell’attuale sistema scolastico: sostegno, infanzia, istituti professionali, diritto allo studio, esami di stato e scuole all’estero.

Pubblicità
Pubblicità

Addio Tfa e titoli abilitanti: servirà la laurea

Tantissime sono le novità in atto che verranno applicate se ci sarà l’approvazione finale di Commissioni e Consiglio dei Minstri, ma forse la più importante di tutte riguarda proprio la riforma del sistema di accesso all’insegnamento e la formazione iniziale dei nuovi insegnanti delle secondarie che, dal 2021 (come richiesto dal Mef) entreranno a far parte del sistema scuola secondo un iter completamente diverso. Non ci saranno più i Tfa: il percorso extrauniversitario dei Tirocini Formativi Attivi con cui finora si è ottenuta l’abilitazione e quindi l’inserimento nel limbo della seconda fascia della Graduatorie d’Istituto per le supplenze verranno quindi totalmente eliminati (anche se non è ancora chiaro se il fatidico III ciclo ci sarà o meno).

Tfa addio, per insegnare servirà la laurea
Tfa addio, per insegnare servirà la laurea

Con le nuove regole invece subito dopo l’università gli aspiranti docenti potranno partecipare a un “corso-concorso della durata di 3 anni (2 dei quali da svolgersi anche direttamente nelle scuole) al termine dei quali scatterebbe l’assunzione a tempo indeterminato.

Quale destino per precari in graduatorie e fuori?

E i precari? Che ne sarà degli attuali iscritti nelle graduatorie? Come precisato direttamente da Viale Trastevere ci sarà dunque una fase intermedia di inserimento in coda alle GaE per chi oggi è iscritto nelle G.I.

Pubblicità

ma meno certo è il destino delle decine di migliaia di precari abilitati in attesa di inserimento. Il sindacato Anief ha ribadito la fondamentale importanza dell’inserimento in GaE anche per i docenti in attesa della “finestra” della prossima primavera e auspica la riapertura delle Graduatorie ad Esaurimento e l’inserimento di tutti gli abilitati e i laureati già iscritti (o da iscrivere) nelle Graduatorie d’Istituto. Altro punto essenziale per la riforma è il mantenimento del doppio canale di reclutamento che passa per GaE e merito, almeno fino al collocamento ultimato dell’organico di diritto attualmente mascherato da organico di fatto, “cancellando la vergogna dei posti in deroga a supplenti per più di un anno” al fine di evitare il solito “precariato all’italiana sine die”.

Clicca per leggere la news e guarda il video