Parlare di stretta, inasprimento delle sanzioni e maggiore durezza forse è un eufemismo. Infatti ci troviamo di fatto ad una autentica rivoluzione, una lotta serrata ai lavoratori che utilizzano pratiche illecite per assentarsi dal Lavoro. La riforma della PA procede spedita ed altri 5 decreti della riforma, quella del nuovo Testo Unico del Pubblico Impiego, hanno ricevuto l’ok del Consiglio dei Ministri. La Madia ha anche confermato come, nonostante l’iter ancora non sia completato, perché adesso si chiederà la valutazione delle Commissioni Parlamentari e poi delle Regioni, i decreti già approvati sono pienamente in vigore.

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Adesso va solo completata l’opera che tra l’altro impegnerà l’ARAN, l’Agenzia per la Contrattazione, a chiudere la partita del rinnovo contrattuale. Siamo entrati dunque nella fase decisiva di questa rivoluzione del lavoro nel Pubblico Impiego.

Chi sbaglia pagherà pesantemente

Una serrata a comportamenti poco professionali che danno uno spaccato vergognoso delle attività lavorative di Enti e dipendenti. I furbetti del cartellino, i week end allungati e le false malattie, purtroppo sono fenomeni molto frequenti tra i Dipendenti Pubblici e i media da anni, ricamano sopra queste storie.

La riforma della Madia prevede una serie di azioni rivolte a contrastare questi fenomeni ed a tutelare quei lavoratori che per colpa dei furbetti vengono additati come lavativi. Le misure di lotta a questi fenomeni sono diverse, dal licenziamento sprint, alle multe e perfino al carcere.

Innanzitutto, cambia l’Ente adibito ai controlli, che diventa esclusivamente l’INPS. Le fasce orarie di reperibilità saranno unificate con i lavoratori del settore privato e le visite potranno essere anche molteplici durante i periodi di malattia.

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Licenziamenti sprint anche per chi adotta reiterati comportamenti in violazione del codice comportamentale. Si va da sospensione entro 48 ore al licenziamento vero e proprio nello stretto giro di 30 giorni. Puniti anche i dirigenti che vengono beccati a non adottare gli strumenti di controllo o a far finta di niente nei confronti di questi lavoratori poco virtuosi. Per i furbetti invece, via libera all’inasprimento delle sanzioni con multe da 400 a 1.600 euro e con il carcere fino a 5 anni. In pratica, presentare un certificato di falsa malattia, porterà anche alla reclusione per un massimo di 5 anni. Le sanzioni, con la stessa pesantezza, anche ai medici che emetteranno il certificato, perché reputati complici di questo atto illecito.

Arriva il contratto?

Il via libera del Consiglio dei Ministri ad altri 5 decreti relativi alla cosiddetta riforma Madia, di fatto aprono la strada anche al rinnovo del contratto dei Pubblici Dipendenti. C’è sempre la sentenza della Corte Costituzionale che sancì la bocciatura del blocco del contratto del Governo Monti e della Legge Fornero. Una sentenza che di fatto obbligava il Governo ad adoperarsi per rinnovare ed adeguare all’inflazione, le buste paga dei lavoratori della Pubblica Amministrazione.

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Il varo dell’ARAN, come organismo incaricato di trattare con i sindacati è stato il primo passo per risolvere la faccenda, ma ancora oggi nulla è stato fatto. Gli anni di stop al rinnovo adesso sono quasi 8 e nel frattempo, i lavoratori hanno iniziato a maturare lunghi periodi di vacanza contrattuale che dovrebbero vedersi risarcire.

Un rinnovo che è stato sempre legato alla riforma, prima per la vicenda dei comparti da ridurre, poi con il superamento delle direttive della precedente tornata riformatrice di Brunetta ed infine con le richieste dei sindacati su Legge e contrattazione e sui premi di produttività. Adesso che i premi passano alla contrattazione collettiva, con la valutazione delle performance non più individuali, nulla impedisce di passare al tanto agognato rinnovo. Il già apparecchiato rinnovo con aumenti da 85 euro lordi a lavoratore, dovrebbe tornare sul tavolo della trattativa.