Proprio nel bel mezzo dei lavori che il Governo Gentiloni sta eseguendo sui decreti attuativi, i sindacati continuano a chiedere un confronto sui temi rimasti irrisolti con la nuova Legge di Stabilità. Si tratta di Ape e Quota 41 che hanno suscitato non poche polemiche dovuto al fatto che gli interventi sono estesi solo ad una platea ristretta di beneficiari.

Ghiselli: 'è importante aprire un confronto'

Ad intervenire è il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli: "E' importante riaprire immediatamente il confronto fra governo e sindacati sulle Pensioni, dando seguito alle dichiarazioni del Ministro Poletti, per evitare altri interventi sbagliati o poco efficaci, come per esempio quelli sul part-time agevolato", ha spiegato.

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Lo stesso Ghiselli, infatti, avrebbe ricordato la necessità di intervenire per correggere alcune manovre riguardanti le misure sull'Ape Sociale e Quota 41 a favore dei lavoratori precoci considerati da molti interventi insufficienti a soddisfare la maggioranza dei lavoratori.

Entro la metà di febbraio il Governo Gentiloni dovrebbe approvare i decreti attuativi che dovrebbero difatti stabilire le categorie di lavoratori che potranno beneficiare delle misure e le modalità di accesso.

Per questo motivo la Cgil si vede costretta a chiedere un ulteriore confronto al fine di apportare gli aggiustamenti e soddisfare le esigenze dei lavoratori. Nel mirino del sindacato, infatti, ci sarebbe l'eliminazione del requisito consistente nell'aver svolto per almeno 6 anni in via continuativa attività usurante previsto per l'accesso all'Ape Sociale, oltre all'estensione della misura agli appartenenti al comparto edile.

Necessaria avviare la Fase 2

"Non saranno tanti i lavoratori disposti ad indebitarsi con un mutuo oneroso per poter anticipare l'età di pensione.

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In questo caso un ulteriore flop è abbastanza prevedibile", ha aggiunto ancora Ghiselli. Stando alle dichiarazioni del sindacalista, sarebbe altrettanto importante aprire anche la Fase 2 del confronto con il Governo e discutere sugli interventi inerenti la previdenza complementare, oltre al problema legato all'occupazione per le giovani generazioni che oggi fanno sempre più fatica a trovare un lavoro e sono lontani dall'aspettativa pensionistica.

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