Il tema dell'APE, anticipo pensionistico volontario, è un tema che proprio in questi giorni sta riemergendo visto che siamo ormai vicini all'attivazione del decreto legislativo che, a quanto pare, sarà a maggio di quest'anno. I lavoratori, facendone richiesta, potranno andare in pensione a partire dai 63 anni di età.
Il decreto
Entro maggio 2017, verranno finalmente ultimati i decreti sull'Ape volontaria e l'Ape sociale che permetteranno agli attuali lavoratori di andare in pensione a partire dall'età di 63 anni. Proprio oggi Susanna Camusso, leader della CGIL, e il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, si incontreranno per la revisione dei testi in merito all'APE.
Tito Boeri, presidente dell'Inps, ha ipotizzato che l'Ape volontaria potrebbe essere richiesta da tutte quelle persone che hanno gravi condizioni di salute visto che i canoni per accedere alla pensione prima del normale termine previsto, si stanno facendo sempre più restrittivi. Boeri però, ha deciso di non sbilanciarsi in merito alla questione, sottolineando che gli accordi tra assicurazioni e banche saranno fondamentali per comprendere quale sarà il costo effettivo di tutta l'operazione.Sicuramente a maggio l'Inps riceverà una mole di domande pensionistiche molto alta che dovrà prima pazientemente decifrare e catalogare per poi rispondere con l'accettazione o meno.
Chi ne ha i requisiti
Esisteranno a breve due tipi di Ape alle quali poter fare domanda secondo i requisiti richiesti:
1) L'Ape volontaria: ne possono fare richiesta tutti i lavoratori dipendenti ed autonomi iscritti alla gestione separata con venti anni di anzianità contributiva.
Si potrà andare in pensione a 63 anni ovvero, fino a 3 anni e 7 mesi prima del normale pensionamento. I vari istituti di credito anticiperanno la somma degli anni mancanti e l'importo dovrà poi essere restituito in 20 anni con delle trattenute mensili sulla pensione.
2) L'Ape Social: è a carico dello Stato e ne possono usufruire tutte le persone con 30 anni di anzianità contributiva appartenenti alle categorie degli invalidi o dei disoccupati senza ammortizzatori.