In attesa di una proposta di acquisto che possa risanarne le casse, l’unica chance di Alitalia è il c.d. “prestito ponte” di circa 400 milioni di Euro concesso dal Governo italiano per garantirne la sopravvivenza nei sei mesi che occorrono per la sua liquidazione.

Quello che sembrava essere un piccolo spiraglio di luce per Alitalia, si è rivelata solo un’indiscrezione giornalistica priva di fondamento.

Infatti, questa mattina Lufthansa, la potenziale acquirente in cui tutti speravano, ha dichiarato di non essere assolutamente interessata all’acquisizione della compagnia italiana.

Proprio in queste ore, Intesa San Paolo, creditore e socio di Alitalia, sta lavorando su una soluzione in extremis per risanare la compagnia, consistente in un nuovo piano di ristrutturazione che prevede un taglio degli stipendi del personale Alitalia ridotto dall’8% al 6% e un ruolo dei rappresentanti sindacali negli organi decisionali della compagnia.

Ma cosa è il commissariamento di cui tanto si parla?

La compagnia aerea, non essendo più in grado di effettuare una ricapitalizzazione, ha dovuto applicare la c.d. Legge Marzano, che disciplina la procedura dell’Amministrazione Straordinaria per le grandissime imprese in stato d’insolvenza.

La Legge Marzano è stata emanata nel 2004 a seguito del crack Parmalat, allo scopo di curare il dissesto delle grandissime imprese insolventi.

E’ una procedura amministrativa, e non giudiziaria, che prevede la ristrutturazione economica e finanziaria per le grandi imprese che hanno debiti per almeno 300 milioni di euro e più di 500 dipendenti. L’impresa insolvente presenta domanda di ammissione alla procedura di Amministrazione Straordinaria, che verrà dichiarata con provvedimento del Governo. Il decreto prevede lo spossessamento del debitore e la nomina di un commissario straordinario a cui affidare i poteri gestionali e di amministrazione dei beni.

Il commissario si dovrà occupare della predisposizione di un programma di ristrutturazione, dell’esercizio delle azioni revocatorie e della proposta di un concordato ai creditori.

In Italia questo tipo di procedura è stata utilizzata in pochissimi casi. Infatti, con questo genere di concordato, la soddisfazione dei creditori può avvenire in qualsiasi modo, anche mediante l’attribuzione ad essi di azioni o quote della società, trasformando così il debito in capitale di rischio.

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