Il Governo Gentiloni è ancora a lavoro per emanare al più presto il decreto attuativo sull'Ape volontario. Fonti vicine a Palazzo Chigi, infatti, spiegano che il testo è già stato trasmesso agli uffici competenti e che potrebbe essere solo una questione di giorni.
Ape Sociale e Quota 41, i sindacati pronti a nuove modifiche
Intanto, il numero delle domande presentate per l'accesso all'anticipo pensionistico social e al meccanismo di Quota 41 continua salire mentre il rischio di esubero delle istanze rispetto alle risorse finanziarie stanziate si fa sempre più vicino.
Le tre sigle confederali Cgil, Cisl e Uil, invece, continuano ad avanzare le loro richieste al fine di apportare alcune modifiche su alcuni punti oscuri contenuti nelle nuove misure previdenziali entrate in vigore con la nuova Legge di Stabilità.
Difatti, molte categorie di lavoratori sono rimaste escluse dai benefici: gli appartenenti al comparto scuola e gli addetti alle mansioni particolarmente faticose sono le categorie che meriterebbero una maggiore attenzione da parte del Governo Gentiloni. Per presentare istanza di accesso alla Quota 41 o all'Ape Sociale, infatti, i lavoratori che svolgono mansioni usuranti dovranno produrre una certificazione da parte del datore di lavoro che attesti l'attività svolta; cosa che potrebbe richiedere del tempo e quindi, potrebbe determinare un ritardo nella presentazione della domanda.
Altra richiesta formulata dalle organizzazioni sindacali riguarderebbe il posticipo dei tempi per presentare le istanze. Sempre stando al parere dei sindacati, nel caso in cui il datore di lavoro sia irreperibile occorrerebbe dare la possibilità al lavoratore di interagire con le amministrazioni pubbliche al fine di produrre la documentazione necessaria per l'accesso al beneficio, ovvero della certificazione richiesta e dell'estratto conto contributivo volto ad accertare il requisito contributivo posseduto dal lavoratore.
A rischio i lavoratori del comparto scuola
Altro aspetto da tenere in considerazione, invece, riguarderebbe i lavoratori del comparto scuola che, vista l'incompatibilità con le date di scadenza prevista dalla Legge di Stabilità con le date stabilite dal Miur rischierebbero di non riuscire ad accaparrarsi l'agognata pensione e, di conseguenza, sarebbero costretti ad attendere un ulteriore anno per beneficiare dell'uscita anticipata. E' questo il motivo che spinge i sindacati a chiedere un intervento che possa modificare questa pesante regola che penalizza questa categoria.