Le ultime notizie sulle pensioni, ad oggi, mercoledì 7 giugno 2017, sono relative alla mozione approvata dal Consiglio comunale di Torino, guidato dalla sindaca Chiara Appendino, in tema previdenziale: nel documento si chiede al Governo e al Parlamento che venga approvato un atto avente forza di legge in grado di dare piena attuazione ad una sentenza della Corte Costituzionale, nello specifico la 70/2015. Molti dei nostri lettori avranno già capito che stiamo parlando della rivalutazione automatica delle Pensioni: la suddetta sentenza sancì l'illegittimità costituzionale del blocco Fornero, quel decreto 201/2011 che stabilì lo stop dell'adeguamento automatico delle pensioni eccedenti un importo 3 volte superiore al minimo Inps, ovvero €.

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1.443 lordi mensili. Un'altra importante iniziativa, un'altra azione contro i devastanti effetti di una delle leggi più odiate (se non la più odiata) della storia della Repubblica italiana.

Pensioni, notizie oggi 7 giugno: nuova mozione contro la Legge Fornero

Aumenta, intanto, la disapprovazione e lo sconforto tra le migliaia di lavoratori che attendono ancora la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dei decreti relativi all'Ape Sociale e all'uscita pensionistica per i precoci. Prima il ritardo di oltre tre settimane sulla data di partenza, il 1° maggio, nella firma dei testi di legge da parte del premier Gentiloni, ora questo continuo procrastinare la sua pubblicazione.

A questo proposito, uno degli esponenti dei lavoratori precoci, Luciano Fortini, ha sottolineato come con '41 anni di contributi versati si dovrebbe andare in pensione sia che si è 'usurati', purtroppo, nel fisico, sia che il lavoratore si trovi ancora in perfetta forma'.

Ultime notizie riforma pensioni ad oggi 7 giugno: quota 100 ancora oggetto di critiche

Si discute anche della proposta per la Quota 100 con età minima di 60 anni che, secondo molti, 'sarebbe addirittura peggiorativa della già funesta Legge Fornero'.

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Basti pensare a cosa succederebbe ad un lavoratore precoce che ha iniziato la propria carriera lavorativa, mettiamo caso, a 14-15 anni e che, lavorando ininterrottamente, si ritroverebbe ad andare in pensione a 60 anni dopo addirittura 45-46 anni di contributi versati. C'è chi sottolinea, inoltre, come sia assurdo ipotizzare una quota 100 fra 30 anni, con i giovani di adesso che vorranno andare in pensione ma non potranno, visto che per molti di loro, non avendo trovato sempre lavoro, non basteranno i contributi: saranno costretti a lavorare oltre i 70 anni di età.

D'altro canto, se la battaglia per la Quota 41 non ha trovato ancora il suo giusto riconoscimento, andare in pensione con 40 anni di contributi diventa ancora più utopistico. Per rimanere aggiornato sulle ultime notizie relative alla riforma pensioni, puoi cliccare sull'apposito tasto 'Segui', posizionato accanto al nome dell'autore dell'articolo.