Le ultime novità sulle Pensioni flessibili ad oggi 6 giugno vedono arrivare dalle parti sociali nuove richieste di ampliamento per l'accesso all'APE sociale ed alla Quota 41. È in particolare la Cgil a domandare di intervenire su quei lavori gravosi che possono consentire l'accesso ai benefici previsti dalla legge, attraverso un'estensione delle categorie individuate dal legislatore. Nel frattempo non è mancata una nuova critica alla Manovra Fornero ed all'eliminazione della Quota 41. Infine, ci occuperemo di fare il punto della situazione sul nuovo sondaggio lanciato dal Comitato Opzione Donna Social nel pomeriggio di ieri.

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Pensioni flessibili: FP - Cgil chiede di ampliare l'elenco dei lavori gravosi

Partiamo dalle ultime notizie in arrivo dalla FP-Cgil, che ha chiesto attraverso una vertenza nazionale di includere tra i potenziali aderenti all'APE sociale ed alla Quota 41 anche i lavoratori professionali del ruolo tecnico e sanitario che operano su turni nel SSN, oltre agli assistenti sociali ed a coloro che operano nell'assistenza delle persone non autosufficienti. Da rilevare che la proposta del sindacato si è estesa anche agli operatori di polizia locale.

Ricordiamo che sul punto il pressing dei rappresentanti dei lavoratori è stato costante fin dalla prima stesura di quella che sarebbe poi diventata la LdB2017, anche se il testo definitivo ha poi ristretto l'accesso solo ad alcune delle attività individuate nell'articolo 1 del Dlgs n. 67 del 2011.

Manovra Fornero, nuova critica sul taglio alla Quota 41

Nel frattempo è arrivata una nuova critica sulla Manovra Fornero del 2011, ed in particolare sull'eliminazione della Quota 41 in favore dei lavoratori precoci.

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Secondo l'ex Sottosegretario al welfare Alberto Brambilla, l'intervento di innalzamento dei requisiti di quiescenza rispetto ai 41 anni di contribuzione per la pensione di anzianità è stato di scarsa efficacia, mentre la riforma risalente all'ormai lontano 2011 "ha portato più problemi, esodati e precoci in testa, che risparmi".

Pensioni anticipate, il Comitato Opzione Donna Social lancia un nuovo sondaggi

Sul fronte dell'opzione donna il CODS ha invece lanciato nella giornata di ieri un nuovo sondaggio, con il quale ha interrogato le proprie iscritte in merito alla sostenibilità del ricalcolo contributivo insito nell'OD qualora questa fosse utilizzata come garanzia di reddito per chi dovesse trovarsi in situazioni di disagio in età avanzata.

Il nodo da sciogliere resta quello relativo ad una corretta distinzione tra assistenza e previdenza. In questo senso, il sondaggio ha chiesto alle partecipanti di indicare se ritengono corretto "che le norme diano la possibilità di continuare a prestare attività lavorative anche in presenza di una situazione pensionistica". Su 212 partecipanti, 168 si sono espressi in senso affermativo, 34 in senso contrario mentre 10 hanno indicato di non avere una posizione chiara al riguardo.

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