Ancora lunghe attese per circa 60 mila lavoratori che, entro il 15 luglio, dovranno presentare domanda di accesso ai benefici previdenziali visto che i decreti sull'ape Sociale e sul meccanismo di Quota 41 non sono stati ancora pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.
Ghiselli su Ape e Quota 41: 'situazione insostenibile'
Ritardi che potrebbero compromettere la data di scadenza per la presentazione delle istanze e che stanno scatenando non poche polemiche anche fra le organizzazioni sindacali. "La situazione è insostenibile. A un mese dalla scadenza dei termini per la presentazione delle domande non sono stati pubblicati i decreti", ha affermato il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli che continua il suo pressing all'esecutivo al fine di accelerare i tempi per la pubblicazione dei testi in GU e dare finalmente la possibilità a migliaia di lavoratori di accedere al pensionamento anticipato.
Ancora ritardi su Ape volontario e cumulo gratuito
Con l'entrata in vigore delle due misure previdenziali inserite nella nuova Legge di Stabilità, infatti, verrebbe chiusa la Fase 1 sull'argomento pensioni anche se mancano ancora i decreti attuativi sull'Ape volontario e sul cumulo gratuito dei versamenti contributivi che ancora dovranno essere sottoposti al parere del Consiglio di Stato e al vaglio della Corte dei Conti. Ritardi che continuano a preoccupare gli ultra 63enni che hanno maturato 20 anni di contributi e che si accingono ad anticipare l'uscita attraverso un prestito ventennale erogato con l'ausilio delle banche. Senza l'Ape volontario, infatti, non si potrà utilizzare neanche la Rita, la cosiddetta Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, strettamente riservata a coloro che hanno fruito della previdenza complementare.
E' questo il motivo che induce anche la Uil a premere il Governo sull'accelerazione dei tempi visto che, i ritardi accumulati potrebbero penalizzare gran parte dei lavoratori. "E' un fatto molto grave che necessita una riflessione urgente sul funzionamento delle magistrature e delle burocrazie dello Stato", spiega invece il segretario confederale Domenico Proietti.
Altro fattore preoccupante è il mancato decollo della cosiddetta Fase 2 dell'accordo stipulato lo scorso settembre fra il Governo e le parti sociali che, invece, dovrebbe concentrarsi sulla previdenza complementare, sulla rivalutazione delle pensioni, sul ridimensionamento della Governance dell'Inps e sulla flessibilità in uscita con maggior riguardo ai temi rimasti irrisolti come la proroga del regime sperimentale donna e l'estensione della Quota 41.