Potrebbero mancare davvero pochi giorni alla pubblicazione dei decreti attuativi sull'Ape Sociale e sul meccanismo di Quota 41, le due misure entrate in vigore con la nuova Legge di Stabilità che lo scorso 23 maggio hanno ricevuto il via libera definitivo da parte della Presidenza del Consiglio.

Misure che ormai da mesi sono al centro di molte discussioni a causa dei ritardi accumulati nell'emanazione dei decreti ma che darebbero la possibilità a migliaia di lavoratori di anticipare l'uscita dall'attività lavorativa.

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Come già tanti sanno l'ape Sociale è una misura in via sperimentale fino al 31 dicembre 2018 e abbraccerebbe gli ultra 63enni con 30 anni di contributi versati rientranti nelle categorie stabilite nella nuova Legge di Bilancio. Cosa assai diversa la Quota 41 visto che si tratta di una misura definitiva e che darebbe la possibilità ai lavoratori precoci di richiedere l'uscita anticipata dopo il raggiungimento di almeno 41 anni di contributi. Misura che sta suscitando non poche polemiche e soprattutto la contrarietà di migliaia di lavoratori precoci, visti i rigidi paletti inseriti con la manovra finanziaria.

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Troppi paletti per la Quota 41

Per beneficiare della Quota 41, infatti, il lavoratore dovrà dimostrare di aver iniziato a lavorare prima del compimento dei 19 anni. Cosa che penalizzerebbe i lavoratori che non sono in possesso di tale requisito ma che hanno alle spalle più di 41 anni di contributi versati. Come se non bastasse, il provvedimento è stato esteso alle categorie più svantaggiate lasciando ancora una volta fuori quella piccola fetta che nonostante abbia raggiunto il requisito contributivo non avrebbe la possibilità di anticipare l'uscita.

A preoccupare di più, però, sono le risorse che lo Stato avrebbe messo a disposizione visto che non potrebbero bastare per il collocamento a riposo dell'intera platea.

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Molti precoci che rimarranno fuori dalla Quota 41, inoltre, potrebbero rischiare di non accedere all'Ape visto che in questo caso sarebbero richiesti almeno 63 anni di età anagrafica.

I precoci continuano le mobilitazioni

A nulla, quindi, sono servite le richieste da parte dei Comitati e soprattutto delle organizzazioni sindacali in merito all'estensione delle platee dei beneficiari. Resta comunque certo che, come aveva anticipato il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano che con la Quota 41 avrebbe dato una prima risposta alle "situazioni oggettivamente più critiche".

Per questo motivo migliaia di lavoratori mostrano la loro contrarietà alla misura e continuano a mobilitarsi al fine di ricavare una risposta dal Governo.

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