Ancora lunghe attese per la pubblicazione dei decreti attuativi sull'Ape Sociale e sul meccanismo di Quota 41 che darebbero maggiori chiarimenti per l'accesso alle misure previdenziali entrate in vigore con la nuova Legge di Stabilità. Potrebbero mancare ancora poche ore per la pubblicazione ma stando alle organizzazioni sindacali i potenziali beneficiari potrebbero incorrere ad un ulteriore ostacolo.
Preoccupazione per i ritardi
Dopo che i decreti vengono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale, infatti, sarà compito dell'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale inviare la circolare esplicativa che renderà più chiari i requisiti e le modalità di accesso agli interventi pensionistici.
Cosa che potrebbe essere compromessa dai ritardi accumulati. Ad intervenire sui ritardi accumulati, in un articolo pubblicato dal sito Friuli.it, anche il segretario regionale della Cgil di Friulia Venezia Giulia Villiam Pezzetta, relativamente alla data di scadenza per la presentazione delle domande, che rischia di non essere rispettata: "Questa ulteriore impasse fa slittare inevitabilmente anche i tempi di uscita della circolare applicativa dell'Inps, che dovrà definire nel dettaglio le procedure da seguire e sciogliere i possibili dubbi interpretativi", ha commentato il sindacalista.
Come affermato dallo stesso Pezzetta, inoltre, il sindacato si sta impegnando a raccogliere tutte le richieste degli interessati alle misure come l'Ape Sociale e alla Quota 41 mentre ancora si attende la pubblicazione ufficiale dei decreti attuativi.
Lo scopo è quello di accelerare i tempi visto che manca meno di un mese alla scadenza del termine per la presentazione delle istanze per evitare l'esclusione di migliaia di lavoratori che non riusciranno a presentare la domanda entro i il 15 luglio.
La manovra correttiva amplia la platea per l'Ape Sociale
Intanto, è già stata approvata in Senato la manovra correttiva che amplia la platea dei beneficiari per accedere all'Ape Sociale. Difatti, grazie alle risorse finanziarie stanziate potranno fare domanda anche gli invalidi dal 46 al 74 % e gli emofiliaci. Inoltre, la manovra avrebbe ritoccato anche il requisito che consiste nell'aver prestato attività lavorativa per 5 anni negli ultimi 6. Cosa che potrebbe essere un vantaggio per i lavoratori addetti alle mansioni particolarmente faticose visto che spesso svolgono lavori discontinui; per questo motivo, infatti, potranno usufruire dell'Ape Sociale anche in casi di interruzione dell'attività lavorativa.