Introdurre una maggiore flessibilità in uscita dopo il raggiungimento di almeno 40 anni di contributi; è questa l'ipotesi della Confals che potrebbe finire sul tavolo dell'esecutivo a margine dei prossimi lavori sulla nuova Legge di Stabilità al fine di introdurre l'uscita anticipata a favore di migliaia di lavoratori rimasti esclusi dalle norme previdenziali entrate in vigore quest'anno.
Sindacati pronti a nuova proposta di legge
I sindacati appartenenti alla Confals, ovvero la Snals, Confsal, Fisrnic, Fna e Unsa, infatti, potrebbero dare il via ad una nuova discussione sulla flessibilità pensionistica entro la fine dell'anno.
E non manca la proposta da parte delle stesse organizzazioni sindacali pronti a rilanciare il meccanismo di Quota 100 previsto dal ddl Damiano-Baretta che prevede l'uscita anticipata dopo il raggiungimento di almeno 62 anni di età anagrafica e 38 anni di contributi, oppure, alla maturazione di 63 anni di età e 37 anni di versamenti contributivi o ancora, dopo aver raggiunto almeno 64 anni di età anagrafica e 36 anni di anzianità contributiva. Una proposta lanciata nel 2015 ma è stata lasciata nel dimenticatoio anche se ha ricevuto alcuni consensi da parte delle varie forze politiche visto che, il lavoratore avrebbe la possibilità di lasciare il lavoro nel momento ritenuto più opportuno.
In autunno si discuterà sulla Quota 100
L'idea delle organizzazioni sindacali, infatti, consisterebbe nel presentare un nuovo disegno di legge in autunno con lo scopo di far salire la misura sul treno della Legge di Stabilità 2018. Secondo come riporta Pensioni Oggi, però, la Confals è consapevole di alcuni punti da chiarire che potrebbero avere luce solo con la proposta sulla quota 100. In primo luogo, infatti, sarebbe necessario l'abbassamento dell'età pensionabile: un punto molto critico che non ha ancora ricevuto una risposta esaustiva dall'esecutivo. Sempre secondo i sindacati, da modificare anche la categoria dei lavori usuranti individuata dalla nuova Legge di Stabilità visto che tutti coloro che svolgono attività gravose non potranno continuare a lavorare dopo aver raggiunto una determinata età.
Infine, sarebbe necessaria modifica del requisito contributivo visto che, secondo la Confals 40 anni di lavoro sono troppi.
Per questi motivi nel prossimo autunno potrebbe arrivare una nuova proposta di legge anche se, il Governo potrebbe essere chiamato a valutare un'altra proposta lanciata dal segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini che, invece, darebbe la possibilità di lasciare anticipatamente il lavoro dopo il raggiungimento di almeno 60 anni di età anagrafica accompagnati dai 40 anni di contributi versati.