Sulle supplenze per la Scuola di solito non esiste la continuità didattica tra un anno scolastico e l'altro. I supplenti sono costretti a lasciare il loro incarico proprio nel giorno in cui termina il loro contratto. Con l'anno scolastico successivo tutto viene rimesso in discussione e il dirigente scolastico deve scorrere di nuovo la graduatoria, per assegnare la supplenza al primo docente che si trova libero e disposto ad accettarla.

Qualcosa invece adesso potrebbe cambiare col decreto per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità. Questo decreto è entrato in vigore il 31 maggio 2017 ed è destinato sicuramente ad operare una piccola rivoluzione nel campo del conferimento delle supplenze agli insegnanti precari.

Che cosa stabilisce il decreto

Il decreto per l'inclusione degli alunni con disabilità stabilisce che anche l'anno scolastico successivo, su richiesta delle famiglie, un posto di sostegno che deve andare a supplenza possa essere riconfermato per l'insegnante che lo aveva occupato nell'anno scolastico precedente.

A questa norma ci sono però dei limiti. Innanzitutto bisogna vedere se il posto di sostegno in oggetto resterà libero dopo le operazioni di mobilità e dopo le immissioni in ruolo. Se il posto di sostegno dovesse andare di nuovo a supplenza, allora il dirigente scolastico potrà tenere conto anche del parere della famiglia dello studente, per riconfermare l'incarico allo stesso docente precario.

La norma deve tener conto anche dei limiti di 36 mesi di servizio che un docente può svolgere su un posto vacante e disponibile.

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Nel decreto non è specificato a partire da quale anno scolastico entreranno in vigore le norme sulla continuità didattica sui posti di sostegno, ma sono in molti a sperare che tutto possa essere avviato già per l'anno 2017/2018.

Il ruolo della famiglia

Questa norma, che per essere applicata necessita anche di un'opportuna modifica sul regolamento delle supplenze, stabilito con il D.M. 131/2007, mira a dare un ruolo più costruttivo alla famiglia dell'alunno disabile.

L'obiettivo è quello di instaurare un rapporto di collaborazione tra la scuola e le agenzie educative extrascolastiche, in modo che il docente possa portare avanti un adeguato programma educativo-didattico coerente con le finalità dello sviluppo dell'alunno.

Considerato anche che per il prossimo anno scolastico non sembrano valere nemmeno i contratti integrativi regionali per l'attribuzione dei posti di sostegno al personale di ruolo con le assegnazioni provvisorie, molti docenti precari potrebbero avere qualche speranza in più di lavorare.

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