Nel piano di riorganizzazione nazionale, l'Ericsson ha previsto 315 licenziamenti per esigenze interne, venerdi 21 luglio, in tarda serata, 44 lavoratori hanno già ricevuto una email in cui, la multinazionale svedese, comunicava il licenziamento. Per chi non aveva avuto modo di leggere l'email ha ricevuto la sorpresa il giorno dopo quando si è recato al lavoro e ha scoperto che il proprio badge era stato disabilitato; alla richiesta di spiegazioni la risposta dell'ufficio del personale è stato un perentorio "sei stato licenziato!" senza indurre ulteriori spiegazioni.

Subito è stato convocato un tavolo di concertazione a cui hanno preso parte le organizzazioni sindacali, confindustria e rappresentanti delle istituzioni ma l'unico assente è stato proprio Ericsson. L'assenza della multinazionale all'incontro lascia intendere la non volontà di fare marcia indietro e proseguire con il progetto di riorganizzazione della pianta organica. Ericsson, dopo l'acquisizione dello storico marchio "Marconi" ha percepito da Stato e Regione finanziamenti a pioggia ma ciò nonostante, dal 2008 ad oggi, ha continuato a licenziare questo grazie anche ad un errore da parte delle istituzioni che non hanno previsto una clausola di tutela sociale ai finanziamenti approvati all'azienda svedese.

Intanto i lavoratori stanno organizzando scioperi e presidi nelle varie sedi per protestare contro i licenziamenti ed il trattamento che l'azienda ha riservato a chi negli anni ha prestato servizio presso la multinazionale.

Sulla questione interviene anche Valerio Arenare, Sindacalista del SINLAI (Sindacato Nazionale Lavoratori Italiani) e Dirigente Nazionale di Forza Nuova, movimento politico diretto da Roberto Fiore: "Siamo vicini a tutti i lavoratori che sono stati licenziati da Ericsson e a tutti quelli che in questo momento temono per il proprio futuro lavorativo.

Siamo disposti a mettere a disposizione il nostro ufficio legale e ad aderire a qualsiasi forma di protesta per sostenere la lotta del lavoratori. È una situazione assurda su cui il Governo e i Sindacati maggiormente rappresentativi hanno non poche colpe non intervenendo tempestivamente per scongiurare i licenziamenti di questi giorni e quelli passati ma anzi, il Governo, ha continuato a finanziare progetti al colosso svedese senza prevedere una clausola di tutela sociale, di fatti, l'Ericsson da un lato manda a casa i dipendenti, dall'altro cerca altri fondi pubblici partecipando a due bandi nazionali, uno dei quali è primo in classifica e si aggiudicherebbe, pertanto, un finanziamento di 200 milioni di euro.

Licenziare via email, inoltre, è segno di poco rispetto per i dipendenti sia come lavoratori sia come uomini.

Noi chiediamo un immediato intervento al Governo per costringere l'Ericsson a rivedere i suoi piani di riorganizzazione e il blocco immediato di tutti i finanziamenti pubblici che dovrebbero essere erogati a favore dell'azienda svedese, inoltre chiediamo una maggiore attenzione per futuri finanziamenti ad aziende, sopratutto straniere, per evitare di rivivere una situazione come questa. Ci attende un periodo difficile, il Governo ipocritamente comunica che è aumentata l'occupazione, ma si riserva di pronunciarsi sui probabili imminenti licenziamenti dei dipendenti di Ericsson, Ilva, Gittiesse, Ansaldo Energie, Halliburton, Colussi e tanti altri che creeranno nuovi disoccupati molti dei quali quarantenni e cinquantenni quindi difficilmente ricollocabili.

Mentre i nostri politici e sindacati maggiormente rappresentativi si impegnano per il riconoscimento dei diritti degli extracomunitari, - conclude Arenare Valerio - i nostri concittadini stanno soffocando a causa della crisi economica e occupazionale che sta distruggendo il nostro paese".

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