In questi giorni di caldo africano dovuti a Lucifero, con temperature eccezionali e ben 26 città italiane contrassegnate dal Ministero della Salute con il "bollino rosso", a qualcuno potrebbe essere venuta l'idea di non recarsi sul posto di lavoro, sopratutto laddove non è presente un impianto di aria condizionata o comunque non è in funzione. Ma cosa dice la legge in questo ambito? Se la temperatura del luogo di lavoro è insopportabile un lavoratore può rifiutarsi di recarsi a lavoro? Vediamo cosa dice la legge.

Il parere dell'esperto

Adnkronos ha sottoposto il quesito ad un esperto della materia, Pasquale Staropoli di Fondazione Studi Consulenti del lavoro, che chiarisce che secondo l'articolo 20187 del Codice Civile il datore di lavoro è tenuto ad assumere gli accorgimenti necessari per tutelare l'integrità fisica e morale dei lavoratori.

Ovviamente tenendo in considerazione le peculiarità di ciascuna impresa. In parole povere l'imprenditore deve prevenire sia i rischi tipici dell'ambiente di lavoro, che quelli derivanti da fattori esterni. Il benessere e la sicurezza del lavoratore sono garantiti dalla Costituzione, ed il titolare di un'impresa ha il dovere di salvaguardarli ancor prima dei propri profitti.

Cosa dice la legge

Le disposizioni di legge vigenti in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro (decreto legislativo 81/2008) introduce il concetto di agenti fisici e microclima che possono compromettere la salute e la sicurezza dei lavoratori. Tuttavia non vengono stabilite una temperatura minima e una massima, bensì viene stabilito il concetto che la temperatura deve essere adeguata al corpo umano, anche in funzione degli sforzi fisici necessari per svolgere la mansione.

Laddove non sia possibile (anche per ragioni di convenienza economica) modificare la temperatura ambientale il datore di lavoro deve provvedere alla tutela del lavoratore dalle temperature troppo alte (o troppo basse) mediante misure localizzate o dispositivi di protezione individuale.

Per stabilire quale sia la temperatura minima e quella massima di un luogo di lavoro la normativa vigente rimanda alla norma UNI-EN-ISO 7730, che mediante precisi parametri definisce come deve essere stabilita la temperatura adeguata di un determinato luogo di lavoro, tenendo in considerazione l'ampiezza del luogo di lavoro, il numero delle persone presenti, il tasso di umidità e molti altri fattori. Concludendo non è lecito rifiutarsi di andare a lavoro in modo arbitrario in base alla temperatura, ma il lavoratore ha diritto di chiedere al titolare di verificare mediante i parametri sopracitati se la temperatura sia adeguata.