Nel settore del trasporto ferroviario, così come in tutti gli ambiti lavorativi classificati come “servizi essenziali”, si sta verificando che la possibilità di utilizzare lo strumento dello sciopero sia sempre più condizionata dalle delibere della Commissione di Garanzia. Questo organismo è stato istituito con lo scopo di contemperare il diritto dei lavoratori a scioperare con i diritti costituzionalmente garantiti ai cittadini, tra i quali la mobilità, ma il sindacalismo di base ne sta contestando l'operato.

La posizione di diversi sindacati è che, se da un lato è comprensibile e giusto tutelare i diritti degli utenti, dall'altro non è accettabile comprimere quelli che sono invece i diritti di chi lavora, tra cui la possibilità di sostenere le proprie rivendicazioni attraverso lo sciopero.

Il fronte sindacale di base

Se sul tema dello sciopero buona parte del sindacalismo di base sembra orientato su questo tipo di posizioni, spesso si è verificata invece una diversità di comportamento delle singole sigle, al momento di mettere in atto le iniziative.

In occasione degli ultimi scioperi generali, ad esempio, si è osservata una divergenza di vedute, che ha portato un gruppo di sindacati a proclamare un'iniziativa per fine ottobre, mentre un altro gruppo ha scioperato a inizio novembre. Chiaramente comportamenti di questo tipo, che non discutiamo siano stati stati determinati da fondate motivazioni, di sicuro rendono questi tipi di iniziative poco comprensibili per i lavoratori e anche per gli utenti dei servizi, i quali si sono trovati davanti due scioperi ravvicinati, benché poggianti su motivazioni affini.

Il convegno di Firenze

Per discutere su queste tematiche, la rivista dei macchinisti “Ancora In Marcia” ha organizzato un convegno, che si terrà a Firenze presso la stazione di Santa Maria Novella il prossimo 25 novembre.

I promotori intendono affrontare gli argomenti del diritto di sciopero e dell'unità del sindacalismo di base, invitando gli esponenti delle diverse organizzazioni a confrontarsi tra di loro, e con i lavoratori che parteciperanno all'iniziativa.

Si tratta quindi di un'iniziativa politico/culturale, che trae spunto dalla concezione del diritto di sciopero così come era visto dai padri della Costituzione, come Calamandrei, ma anche di una occasione di incontro per le diverse organizzazioni sindacali.

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