Di certo c'è che non sarà facile raggiungere l'intesa tra le parti e questo si è capito ormai da tempo, ma probabilmente già domani, dopo il nuovo incontro tecnico tra governo e sindacati, riusciremo a sapere se nella legge di Bilancio 2018, durante l'esame parlamentare, saranno trovate le risorse per dare seguito agli impegni assunti in questi mesi sulla fase due della riforma Pensioni e soprattutto se sarà possibile, almeno per alcune categorie di lavoratori, bloccare l'aumento dell'età pensionabile previsto in automatico, per l'adeguamento alla speranza di vita registrata dall'Istat, dalla legge Fornero.

Tanti dubbi, poche certezze.

Pensioni, non decolla la fase due della riforma

Tutta in salita si preannuncia dunque la partita sulla riforma pensioni (fase 2). Ad agitare le acque fra governo e sindacati sarà domani in particolare l'automatismo adeguare le pensioni alle aspettative di vita degli italiani e che, stando così le cose, porterà a 67 anni, a partire dal 2019, il requisito per l'accesso alla pensione di anzianità. Quello di fermare l'innalzamento dell'età pensionabile a 67 anni, almeno per i lavoratori impegnati in mansioni gravose e usuranti, è il primo obiettivo delle organizzazioni sindacali.

Ma nel contempo i sindacati puntano anche ad ampliare la platea dei beneficiari dello stop all'aumento dei requisiti anagrafici utili per accedere al trattamento previdenziale alle lavoratrici con figli.

Scontro continuo sull'aumento dell'età pensionabile

L'esecutivo guidato dal premier Paolo Gentiloni, che nelle scorse settimane ha già varato il disegno di legge di Bilancio per il 2018, resta in attesa di capire quali saranno gli emendamenti che i gruppi parlamentari presenteranno alla manovra durante l'esame in Parlamento.

In considerazione delle esigue risorse finanziarie, che sono comunque molto limitate, il governo è intenzionato a comprendere quali siano i costi eventuali per l'ampliamento della platea dei beneficiari dello stop e poi assumere la conseguente decisione. E' stato fissato per venerdì prossimo, 10 novembre, il termine ultimi per la presentazione degli emendanti alla legge di Bilancio 2018 da parte dei gruppi parlamentari.

C'è da scommetterci che in materia previdenziale saranno tante le proposte di modifica finalizzate a dare risposte alle diverse questioni ancora aperte, ma non sarà facile trovare le necessarie coperture finanziarie.

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