Depositata oggi 4 gennaio, una sentenza della Suprema Corte di Cassazione rischia di passare alla storia. L’argomento è il lavoro domestico, più precisamente quello delle badanti alle prese con l’assistenza di anziani e non autosufficienti. l’oggetto della sentenza riguarda nello specifico le ore di riposo che devono essere obbligatoriamente e legalmente concesse al lavoratore e soprattutto, la loro lunghezze e la loro modalità di assegnazione. Ecco nel dettaglio cosa ha indicato la Cassazione e cosa succederà adesso nel delicato mondo del lavoro di badante.
Orario di riposo giornaliero
Il datore di lavoro che non concederà le ore di lavoro nella modalità che la sentenza indica, rischia una multa ed una condanna per sfruttamento della manodopera. Questo quanto prevede la Legge per datori di lavoro che non si adeguano. La vicenda riguarda una società “No Profit” di Lecco che era solita utilizzare i servizi di badanti. Il CCNL (contratto collettivo di settore) prevede che alla badante venga concesso un turno di riposo giornaliero di 11 ore. Il caso della pronuncia della Cassazione non riguarda le ore di riposo che effettivamente la Onlus concedeva in linea con le previsioni del CCNL, cioè 11 al giorno. Il problema era che secondo la ditta, non era necessario che queste 11 ore fossero consecutive.
La Sentenza della Cassazione invece stabilisce che le 11 ore di riposo canoniche per giornata di lavoro devono necessariamente essere concesse consecutivamente.
Multe salate
Come riportano autorevoli quotidiani nazionali, dal Messaggero al Giornale, le giustificazioni adottate dai giudici nella loro pronuncia riportano ad un Decreto del 2003 che recepiva una direttiva dell’Unione Europea che stabiliva come ogni lavoratore avesse diritto ad un riposo di almeno 11 ore consecutive a meno che le attività di lavoro non prevedessero il meccanismo della reperibilità (da inserire in contratto e naturalmente da pagare) o del lavoro frazionato per poche ore durante la giornata. In definitiva, la sentenza non fa altro che confermare quanto la Legge già prevedeva e che in estrema sintesi, tenuto conto della giornata di lavoro da 24 ore, costringe i datori di lavoro ad avere una badante per le ore notturne ed una per le ore diurne, se il soggetto bisognoso di assistenza, lo sia per tutte le 24 ore della giornata.
Per dovere di cronaca va ricordato che dal punto di vista pecuniario, la ditta che è stata sconfitta in Cassazione (dopo avere avuto torto anche in Corte di Appello) ha avuto una multa di oltre 13mila euro per il solo fatto di aver concesso le 11 ore di riposo previste dalla normativa vigente, ma frazionate e non consecutive.