Anche il lavoro domestico come tutte le altre tipologie di attività ha un proprio contratto di lavoro base a cui devono adeguarsi datori di lavoro e lavoratori. il CCNL di categoria è stato aggiornato nel 2017 ma la materia è in continua evoluzione come dimostrano alcuni emendamenti alla Legge di Bilancio che è appena stata approvata che miravano a concedere maggior tutela ai lavoratori per quanto concerne i contributi previdenziali. Anche la vicenda voucher con la loro abolizione nel 2018 sortirà nuovi effetti su questa tipologia di lavoratori, con la nascita del libretto famiglia con cui sarà possibile pagare lavoratori domestici per i quali non si richiede un impiego a tempo pieno ma soltanto saltuario.

In sostanza, il lavoro domestico resta una materia molto complicata da capire, per via della particolare figura del datore di lavoro e per le norme relative alle assunzioni di questi lavoratori.

Assunzione e contribuzione

Il contratto di lavoro per l’assunzione di una #badante non è strettamente necessario perché basta una lettera di assunzione in duplice copia. Nella lettera di assunzione però è necessario indicare gli estremi anagrafici di datore di lavoro, lavoratore e soggetto bisognoso dei servigi della badante. Inoltre bisogna indicare luogo di lavoro, mansioni, orario di lavoro, stipendio mensile ed eventuali altre indennità o voci relative a quello che può definirsi salario accessorio anche se non è prevista questa definizione nel CCNL (il vitto e alloggio per esempio).

Una volta redatta la lettera e consegnatane una copia al lavoratore, l’assunzione ha effetto ed il datore di lavoro dovrà comunicare il tutto all’#Inps. Questo perché il datore di lavoro è tenuto a pagare i contributi al lavoratore in base alle ore di servizio svolte. La procedura di comunicazione è telematica, cioè fattibile tramite credenziali di accesso e Pin da parte del datore di lavoro stesso o tramite Caf e Patronati autorizzati. L’INPS, con un messaggio del 28 dicembre 2017, il 5182 conferma come da oggi 29 dicembre sarà disponibile il Cassetto Previdenziale del Lavoro Domestico, proprio per facilitare queste operazioni relative a datore di lavoro e lavoratore. Il prossimo 10 gennaio è fissata la scadenza per il versamento della quarta rata di contributi relativa al 2017, cioè quella dell’ultimo trimestre di lavoro. Nelle ultime settimane l’Inps ha avviato controlli sui datori di lavoro proprio per verificare il regolare pagamento dei contribuiti per il lavoro domestico negli ultimi anni e sembra che le anomalie e i mancati versamenti siano molti. [VIDEO]

Paga base e fasce retributive

Il lavoratore può essere assunto in molteplici modi, cioè in base alla qualifica dello stesso, all’esperienza ed alla eventuale convivenza o meno con il datore di lavoro.

La tariffa base da applicare non può essere inferiore a 4,54 euro per ora di lavoro (lavoratore senza esperienza e non convivente). Il lavoratore può essere assunto per un massimo di 54 ore settimanali, ma se non convivente il limite scende a 40 ore. Il riposo giornaliero è sulla base di 11 ore consecutive mentre il riposo settimanale è fissato 36 ore. Per il riposo settimanale il vincolo è relativo alla domenica, giorno in cui devono essere prese almeno 24 ore di riposo da parte del lavoratore. Le ferie invece vengono prese e concesse nei mesi estivi, di norma tra giugno e settembre e concordate tra le parti. Va ricordato che il lavoratore matura 26 giornate di ferie per ogni anno di lavoro. Le ferie maturano subito ed anche per periodi inferiori all’anno e pertanto, sono rapportate ai mesi di lavoro sulla base di 2 giorni al mese. Durante le ferie stipendio e contributi previdenziali non si bloccano ma devono [VIDEO]essere elargiti e pagati comunque, così come i periodi di assenza dal lavoro per malattia infortunio sono validi ai fini del calcolo delle ferie spettanti. Entro il prossimo 31 dicembre inoltre, i lavoratori hanno diritto alla tredicesima mensilità, anche questa calcolata in quota per ogni mese di lavoro svolto. Per un intero anno di lavoro si matura una tredicesima pari alla retribuzione annuale diviso 14 mensilità circa.