Una notizia di cronaca proveniente da Asti fa tornare l’attenzione sull’istituto degli infortuni sul lavoro in ambito lavoro domestico. Lo scorso 6 marzo una colf è precipitata nel vuoto per il cedimento di un balcone presso la casa dove era alle dipendenze come collaboratrice domestica. La giovane donna è deceduta e la casistica rientra tra gli infortuni sul lavoro perché essa si trovava sul luogo dove svolgeva la sua attività. Statistiche alla mano nel lavoro domestico c’è una delle più alte percentuali di infortuni sul lavoro, anche se per fortuna non tutti gravi come il fatto di Asti.

Il lavoro domestico che in Italia conta quasi 2 milioni di addetti è anche quello con il più alto tasso di lavoro in nero (il 50%). Ecco perché e necessario regolarizzare una badante o una colf anche dal punto di vista dell’inail e degli infortuni sul lavoro. Ecco come funziona questo istituto, come viene risarcito il lavoratore infortunato e da chi.

Cosa fare in caso di infortunio

Assumere una lavoratrice domestica con regolare contratto è fondamentale sempre, a maggior ragione in casi di infortunio sul lavoro, grave o meno grave che sia.

Vantaggi per la lavoratrice che naturalmente viene tutelata in caso di incidente e per il datore di lavoro o la famiglia che evita guai seri anche penali. Nel momento in cui si verifica l’incidente ed il conseguente infortunio, il datore di lavoro dovrà denunciare l’accaduto all’Inail che è l’Ente Pubblico che gestisce queste pratiche ed al quale da contratto, finiscono soldi proprio per l’eventualità di un infortunio.

L’onere della denuncia spetta al datore di lavoro che in caso di omissione o di presentazione della denuncia non completa rischia una sanzione amministrativa.

In quanto alla tempistica occorre ricordare che la denuncia ritardata fa perdere il diritto al lavoratore per i giorni antecedenti la stessa. Dopo che il medico di base al quale ci si rivolge ha provveduto ad emettere certificato medico che lo stesso dottore trasmette on line all’Inail, il datore di lavoro ha 2 giorni di tempo per provvedere alla denuncia che va fatta tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.

L’infortunio sul lavoro vale anche per le lavoratrici o lavoratori in nero ma in questo caso l’Inail prima di provvedere alla liquidazione dell’indennizzo avvia le indagini del caso e se l’attività di lavoro viene confermata dagli ispettori dell’Istituto, il datore di lavoro viene sanzionato pesantemente.

L’indennizzo per infortunio

Per situazioni lavorative particolari come il nero oppure come la colpa o la negligenza del datore di lavoro rispetto alle norme di sicurezza può portare l’Inail a chiedere rivalsa allo stesso datore di lavoro. Il CCNL di lavoro domestico che da gennaio ha subito una modifica dal punto di vista delle retribuzioni minime, prevede uno strumento di assicurazione sul lavoro e di assistenza sanitaria integrativa chiamata “Cassacolf”.

Uno strumento che dietro versamento di un corrispettivo metterebbe al riparo i datori di lavoro da molte di queste problematiche. Dal punto di vista dell’indennizzo se l’infortunio non è particolarmente grave e gestibile nel ristretto arco temporale di 3 giorni nessun obbligo di denuncia esiste per il datore di lavoro. In questo caso spetta al datore di lavoro l’unico onere di corrispondere la retribuzione di fatto.

Per infortuni più seri, a partire dai 4 giorni di gestione, l’Inail provvede a risarcire il lavoratore infortunato con una indennità pari al 60% della retribuzione giornaliera minima (non quella che spesso viene erogata dai datori di lavoro in misura più bassa dei minimi stabiliti).

Dal 91° giorno di infortunio questa indennità sale al 75% sempre della retribuzione media giornaliera. L’infortunio può essere concesso anche fuori dalle mura domestiche, sia per il tragitto che porta la lavoratrice al luogo di lavoro che per uscite di casa relative alle mansioni che la badante o la colf svolgono. In base all’anzianità di servizio il CCNL regola la conservazione del posto di lavoro per il domestico tra i 10 ed i 180 giorni.

Ritornando al caso di Asti, nel caso di infortunio mortale l’Inail corrisponde una rendita agli eredi della lavoratrice, cioè coniuge e figli o in assenza di entrambi, genitori e fratelli purché figure a carico della sfortunata lavoratrice defunta.

Gli eredi inoltre hanno diritto a ricevere dal datore di lavoro la liquidazione maturata dalla defunta, il rateo di tredicesima maturato, le eventuali ferie non sfruttate e l’indennità di preavviso.

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