Sono milioni le famiglie che hanno a che fare con anziani o disabili e con i problemi legati alla loro assistenza. Alle problematiche soggettive come il tempo a disposizione o le esigenze di conciliare la propria vita con quelle dei bisognosi di assistenza, ce ne sono tante di natura oggettiva. Dal punto di vista economico assistere un familiare presenta dei costi molto elevati che spesso superano le eventuali pensioni assegnate al soggetto non autosufficiente.

In pratica al tempo da trovare per assistere un proprio caro si devono aggiungere i costi da sostenere, a partire da quello che serve per assumere una badante. Lo Stato però prevede aiuti anche di natura economica a famiglie che si trovano in queste condizioni. Ecco cosa prevede la normativa vigente per il 2018.

La badante

Ormai il lavoro domestico, quello nel quale rientra anche la badante, viene regolamentato da un proprio contratto collettivo.

Da gennaio gli importi minimi di stipendio per una badante sono aumentati e si sono adeguati al sopraggiunto tasso di inflazione. Lo stipendio da erogare ad una badante deve essere consono a quanto stabilito dal CCNL di categoria ed al lavoratore, sempre in base al documento, vanno garantiti una serie di diritti come le ferie, i permessi, gli straordinari e così via. Tradotto in soldoni, un esborso minimo di molto superiore alle 1.000 euro al mese se si considera l’obbligo di versare i corrispettivi contributi previdenziali.

Per anziani con pensioni basse e ben al di sotto di 1.000 euro è evidente che il familiare che cerca di far assistere il suo caro, debba metterci anche altri soldi. Con una recente sentenza della Cassazione, quella delle 11 ore di riposo consecutive, la giurisprudenza spinge a considerare l’ipotesi di dover assumere due badanti per i soggetti che hanno bisogno di assistenza su 24 ore giornaliere, una per il giorno ed una per la notte. E l’esborso richiesto alle famiglie sale ancora di più.

Incentivi ed aiuti statali

Come dicevamo in premessa, lo Stato per queste situazioni presenta numerosi incentivi volti proprio a scardinare quello che visto l’invecchiamento costante della popolazione, risulta essere un fenomeno in crescita. Agevolazioni fiscali, ma anche assegno di invalidità, pensione di inabilità, accompagnamento ed home care premium, sono misure che è possibile sfruttare.

  • Agevolazioni fiscali per la badante: fino a 2.100 euro di quanto speso per la badante può essere scaricato dal reddito come detrazione al 19%. Questo per familgie con redditi fino a 40.000 euro annui
  • Assegno di invalidità o pensione di inabilità: Per soggetti che presentano riduzione della capacità di lavorare di almeno 1/3 esiste l’assegno di invalidità che viene erogato a chi ha almeno 5 anni di contributi versati dei quali 3 nell’ultimo lustro. Un assegno erogato per tre anni e che va confermato a scadenza e che come importi è differente in base ai contributi del disabile. Stesse regole per la pensione di inabilità
  • Accompagnamento: la misura dedicata ad invalidi al 100% che non possono svolgere le normali funzioni quotidiane a cui la vita li chiama. L’importo di tale misura è intorno alle 500 euro al mese
  • Home care premium: la novità confermata dall’Inps anche nel 2018 si rivolge però solo a dipendenti pubblici che devono assistere un loro familiare. Si tratta di un contributo economico mensile di 1.050 euro erogabile per 18 mesi e soggetto a determinate condizioni reddituali che vanno verificate tramite Isee
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