Il nuovo governo formato da Movimento 5stelle e Lega sembra intenzionato a rispettare una delle promesse elettorali. Parliamo delle Pensioni e della quota 100. Fino ad ora da più parti quello che la blocca, compresa la Corte dei Conti, è la copertura economica.

La questione delle coperture

Di Maio aveva asserito che, con un prelievo sulle pensioni superiori ai 4.000 euro, si sarebbe potuta varare la riforma. In realtà a conti fatti la somma raggranellata sarebbe intorno ai 600 milioni ben lontana da quei 15 miliardi di euro necessari.

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Alberto Brambilla della Lega ha proposto invece di tagliare le pensioni dai 2.000 euro con un contributo di tre anni dell'ordine di 5/7 euro con una proporzionalità progressiva. A conti fatti anche in questo caso quota 100 sarebbe ancora lontana.

Attualmente per la pensione di vecchiaia sono necessari almeno 20 anni di contributi e 66 anni e 7 mesi di età. Si passerà a breve a 67 anni per l'aspettativa di vita. Per la pensione anticipata oggi sono necessari 42 anni e dieci mesi di contributi ma dal 1 gennaio 2019 si passerà a 43 anni e 3 mesi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne.

Mantenere le promesse potrebbe essere difficile

In realtà, dai numeri che emergono si è ancora lontani da quello che Lega e 5 Stelle avevano promesso. Per poter varare la riforma bisogna avere le coperture economiche e queste al momento non ci sono.

Evidentemente quando i due partiti di maggioranza avevano ventilato queste promesse le avevano fatte senza rendersi conto che non sarebbe possibile. Dovranno per questo trovare una nuova strada per varare questa riforma richiesta da tantissimi lavoratori.

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E al di la dei facili entusiasmi del governo per quanto fatto con il decreto sui vitalizi parlamentari, quella della nuova riforma della legge Fornero sembra essere tutta in salita.

Ed è proprio su questo piano che il governo si sta giocando la credibilità perché attualmente l'INPS ha dichiarato che le pensioni erogate quest'anno sono diminuite del 25%. Se venisse confermata quota 100 o 41 anni come limite per andare in quiescenza il numero delle pensioni aumenterebbe enormemente e, senza le adeguate coperture economiche, la nuova legge avrebbe vita breve perché la Corte dei Conti non l'approverebbe.

La realtà italiana non si discosta di molto da quella degli altri paesi europei. E' di pochi giorni fa la notizia che in Russia Putin ha avanzato una proposta per modificare i limiti per andare in pensione. I nuovi requisiti sono 65 anni per gli uomini e 63 per le donne ancora lontani dai limiti imposti dai precedenti governi agli italiani.

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