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Le pensioni anticipate [VIDEO] vanno eliminate perché sono ingiuste”- Parole che lasciano il segno quelle pronunciate nei giorni scorsi dall'ex ministro del Lavoro Tiziano Treu, oggi Presidente del Cnel, che torna a dire la sua sulla riforma Fornero e sulle intenzioni del Governo nel discorso di presentazione del congresso internazionale della Società internazionale di diritto del lavoro, che si terrà oggi a Torino. Dichiarazioni che ovviamente hanno fatto subito il giro dei social facendo infuriare e non poco quanti si aspettano dal Governo giallo-verde misure per poter lasciare prima il lavoro.

Pensioni, Treu: abolire le anticipate, sono un’ingiustizia

Per Tiziano Treu non dovrebbe essere in alcun modo possibile uscire dal lavoro prima dei 67 anni, così come previsto dall'aumento dell’età pensionabile dovuto all'incremento dell’aspettativa di vita a partire dal 2019.

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Poco importa, si legge tra le righe, che i lavoratori per accedere alla quiescenza anticipata [VIDEO] (il termine di per sé fa anche sorridere) debbano fare da gennaio ben 43 anni e 3 mesi di lavoro gli uomini e 42 anni e 3 mesi le donne per poter uscire prima dei 67 anni. Per il Presidente del Cnel, che riporta una frase di Ciampi per avvalorare ancor più il suo punto di vista, le pensioni anticipate sono un furto, si prende di più di quanto versato. Ragione per cui, essendo un’ingiustizia, dovrebbero essere abolite. Anticipatamente, spiega in pubblico, al più dovrebbero poter uscire solo quanti svolgono mestieri gravosi o sono invalidi: per gli altri non vi dovrebbe essere nessuna ‘scorciatoia’ prima dei 67 anni, ma anzi, l’età anagrafica richiesta per accedere alla pensione dovrebbe ancora aumentare.

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A queste parole sono insorti molti lavoratori, in special modo i precoci, che sui social hanno mal digerito articoli riportanti questa sua ultima dichiarazione.

Riforma delle pensioni, sui social dilaga la protesta dei precoci

Quanti hanno alle spalle 41/42 anni di contributi versati sono certi di aver strameritato la loro pensione e di aver versato più del dovuto all'Inps, ragione per cui chiedono di poter andare in pensione a prescindere dall'età o di vedersi riconsegnare un domani i contributi in eccesso versati. Visto che - stando alle intenzioni del Governo -anche la quota 100 potrebbe penalizzare chi ha lavorato di più perché prevedrebbe l’uscita con il paletto dai 64 anni e 36 di contributi, penalizzando così i lavoratori precoci che hanno già versato 41 anni pur essendo anagraficamente giovani.