Ufficialmente, in base alle ultime dichiarazioni del Vicepremier e Ministro del Lavoro Luigi Di Maio, il reddito di cittadinanza dovrebbe partire il primo aprile 2019. Riguarderebbe oltre 5 milioni di cittadini. La misura è inserita nel testo del Def 2019 insieme alla quota 100, la pace fiscale e il superamento della legge Fornero. "Il reddito di cittadinanza ci permetterà di formare giovani e meno giovani per trovare lavoro", così ha dichiarato Di Maio.

Ma ci sono ancora molte perplessità anche all'interno del Movimento 5 Stelle, in particolare sui tempi necessari per riformare i Centri per l'impiego, attualmente malfunzionanti e con troppo pochi dipendenti. L'erogazione del reddito dovrebbe avvenire inizialmente sul bancomat.

Cosa sono e come funzionano i Centri per l'impiego

Attualmente i Centri per l'impiego sono uffici di competenza regionale ed eredi dei vecchi centri di collocamento.

Hanno il compito di aiutare le persone a trovare lavoro. Secondo l'Anpal (Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro) e l'Istat (Istituto nazionale di statistica) degli oltre due milioni e mezzo di cittadini che nel 2016 si sono iscritti ad un Centro per l'Impiego solo in poco più del 2% hanno effettivamente trovato una occupazione. In pratica circa quarantamila persone.

La ristrutturazione dei Centri per l'impiego

Secondo il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del Movimento 5 Stelle Stefano Buffagni, "C'è il rischio che l'erogazione del reddito di cittadinanza non riesca subito ad entrare a regime come da noi programmato".

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Politica

In Italia ci sono 552 Centri per l'impiego con meno di ottomila dipententi. Basta vedere i numeri di Francia e Germania per capire le differenze: in Francia i dipendenti sono cinquantamila e in Germania oltre il doppio, e devono gestire molte meno persone nell'aiutarle per la ricerca del lavoro, essendo la disoccupazione italiana molto più alta. Per questi motivi i Centri andranno rivitalizzati con assunzione di nuovo personale qualificato e la creazione di nuovi software per gestire il database dei destinatari del reddito.

Per ridurre le differenze di offerte di lavoro tra nord e sud Italia, il premier Conte nei giorni scorsi ha ipotizzato una "regionalizzazione" delle offerte di lavoro per rendere più equi i parametri per ottenere il diritto al reddito di cittadinanza.

L'erogazione del reddito su bancomat e app

Ancora è in studio la modalità esatta con cui il reddito di cittadinanza verrà erogato. L'intenzione del Governo è di legarlo alla tessera sanitaria dotata di chip, ma per i primi mesi sarà probabilmente scelta l'erogazione su bancomat oppure tramite apposita app "io.italia.it" a cui sta lavorando un team di esperti di tecnologia del Governo.

Attraverso il bancomat ogni pagamento sarà tracciato e saranno impossibili scambi di denaro tra più persone. Sarà possibile acquistare solo beni di consumo quotidiano e il negoziante poi riceverà in giornata la cifra spesa dal singolo cittadino, come avviene già oggi per i normali acquisti. il Governo ritiene il bancomat il metodo migliore per controllare il modo in cui viene speso il reddito di cittadinanza e per assicurare il pagamento dell’IVA.

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