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Sono stati resi noti i primi dati Inps sul Rei, il reddito di inclusione istituito dal governo Gentiloni con la legge di Bilancio 2018, secondo i quali nei primi 9 mesi di applicazione, da gennaio a settembre 2019, i beneficiari della misura sono stati oltre un milione di persone. Analizzando i numeri forniti dall’Istituto previdenziale [VIDEO]si evince, inoltre, che il 72% delle erogazioni sono state registrate al Sud.

I beneficiari del Rei, i primi dati Inps sulla sua applicazione

I dati sull’applicazione del Rei vengono dal Monitoraggio Inps che ha preso in esame i primi 9 mesi di applicazione della misura di contrasto alla povertà introdotta a gennaio 2018.

Secondo quanto emerge da questa analisi, sono state oltre 379 mila famiglie a beneficiare del sussidio, per un totale di oltre un milione di persone coinvolte. Il 72% dei nuclei familiari per le quali stato erogato il Rei sono risultate residenti al Sud, e il 51% per totale nelle sole regioni Campania e Sicilia.

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L’importo medio degli assegni erogati nel periodo preso in considerazione è stato di 305 euro al mese, con un minimo di 239 euro in Valle d’Aosta ed un massimo di 336 euro in Campania. Da segnalare che l’importo medio dell’assegno è risultato in calo a partire dal mese di agosto, quando il Rei ha assunto carattere universale, in conseguenza del quale sono aumentati i nuclei familiari monoparentali che hanno potuto beneficiare del sussidio. Tale importo medio, infatti, varia sensibilmente a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare, passando da 177 euro per i nuclei familiari monocomponenti a 433 euro per i nuclei con almeno sei componenti.

Del reddito di inclusione hanno potuto beneficiare anche i nuclei familiari extracomunitari che sono risultati essere il 10% del totale con un'incidenza del 30% nelle regioni del Nord.

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Nel 2019 il Rei sarà sostituito da Reddito di cittadinanza: cosa cambia

Nonostante il successo evidenziato dai numeri diffusi dall’Inps, il Rei è destinato ad essere sostituito nel 2019 dalla nuova misura del reddito di cittadinanza voluta dal governo Lega-M5S. Dall’anno prossimo, infatti, il reddito di inclusione, che consiste in un sussidio riconosciuto alle famiglie con reddito inferiore ai 6.000 euro e che può arrivare fino a 539,82 euro mensili per i nuclei più numerosi, lascerà il posto ai 780 euro del reddito di cittadinanza. Con la misura che sarà inserita nella legge di Bilancio 2019 [VIDEO], infatti, sarà assicurato il raggiungimento della soglia di povertà, che è fissata appunto a 780 euro, a tutti coloro che non raggiungono tale cifra con il proprio reddito ed in presenza di determinate condizioni che dovranno essere meglio specificate con il varo della legge.