Circa 500 mila lavoratori potranno beneficiare dell'agognata Quota 100 introdotta nella nuova manovra finanziaria. È quanto annunciato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi Di Maio alla trasmissione "Porta a Porta" condotta da Bruno Vespa. Nessuna simulazione da parte dell'esecutivo circa il numero dei potenziali beneficiari della misura ma il numero ipotizzato dallo stesso Di Maio potrebbe risultare eccessivo.

Quota 100 a partire dal prossimo febbraio

Con il meccanismo di Quota 100 potranno richiedere l'uscita anticipata i lavoratori che hanno maturato almeno 62 anni di età anagrafica unitamente ai 38 anni di versamenti contributivi anche se dopo l'approvazione della misura da parte del Consiglio dei Ministri, il sistema delle quote potrebbe partire a febbraio o aprile con l'apertura di quattro finestre trimestrali fino al gennaio 2020. Stando a quanto riportato da "Il Giornale", la società Tabula aveva fatto due simulazioni sul numero dei potenziali beneficiari: la prima, riguardava l'uscita a quota 47,5, ovvero, con 47 anni e mezzo di contributi minimi che avrebbe concesso una maggiore flessibilità pensionistica a circa 660 mila lavoratori. La seconda analisi, invece, prendeva in considerazione un'età minima pari a 62 anni di età anagrafica con il conseguente coinvolgimento di circa 350 mila persone. La misura, tuttavia, comporterebbe un costo pari a 8,5 miliardi di euro per il primo anno.

Alcuni precoci potranno usufruire della Quota 100

Stando a quanto affermato da "Il Giornale", la quota 100 fortemente sbandierata dalla Lega non prevede limiti per la platea dei beneficiari che potranno accedere al beneficio né saranno introdotte le penalizzazioni sugli assegni. Tra i maggiori beneficiari della quota 100 ci sono i lavoratori che hanno iniziato a lavorare in un'età che va dai 22 ai 26 anni. Anche alcuni lavoratori rientranti nella categoria dei precoci potranno accedere alla Quota 100.

Per esempio, un lavoratore che ha iniziato a lavorare all'età di 20 anni, nel 2019 si troverà in possesso dei requisiti richiesti, ovvero, avrà compiuto 62 anni di età anagrafica e avrà maturato 42 anni di contribuzione centrando in pieno i requisiti per l'accesso al pensionamento secondo il meccanismo delle quote.

Altri lavoratori precoci, invece, dovranno attendere la famigerata Quota 41 che non è stata inserita nella nuova manovra finanziaria per evitare ulteriori aggravi sui conti pubblici. Dal prossimo anno, questa categoria di lavoratori dovrà incorrere in un ulteriore aumento dei contributi di 5 mesi per effetto dell'adeguamento dei requisiti alla speranza di vita.

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